23 Settembre 2026
23 Settembre 2026
spot_img

Autismo e neurodivergenze, svolta welfare in Calabria: oltre 10 milioni per 20 Centri Polivalenti. Straface: “Al centro la dignità della persona”

Presentata alla Cittadella la misura "Centri Aperti. Vite Libere." sostenuta dalla Regione: un piano di presa in carico globale per superare l'isolamento delle famiglie e l'assistenzialismo clinico

spot_img
spot_img

Una svolta strutturale nelle politiche sociali della Regione Calabria che punta a trasformare l’assistenza alle persone con autismo e neurodivergenze da semplice intervento sanitario a percorso completo di inclusione e cittadinanza. Con la pubblicazione dell’avviso pubblico per il progetto “Centri Aperti. Vite Libere.”, l’Assessorato al Welfare guidato da Pasqualina Straface ha ufficializzato lo stanziamento di oltre 10,3 milioni di euro destinati alla nascita e al potenziamento di 20 Centri Polivalenti distribuiti su tutto il territorio regionale.
L’iniziativa, presentata presso la Sala Verde della Cittadella Regionale a Catanzaro, coprirà le 20 macroaree corrispondenti ai Distretti sociosanitari: i Comuni capofila avranno il compito di coinvolgere direttamente le comunità dell’entroterra per annullare i divari territoriali nell’accesso alle cure e ai servizi.
“Non più soltanto centri di salute mentale, non più prestazioni sanitarie frammentate o trattamenti clinici che considerano la persona un semplice paziente da riabilitare, ma una presa in carico globale, personalizzata e centrata sull’approccio bio-psico-sociale che restituisce dignità, attitudini, competenze, desideri, autodeterminazione e il pieno diritto di essere un cittadino protagonista della propria vita. Con l’avvio della rete dei Centri Polivalenti abbattiamo un muro storico e manteniamo una promessa solenne fatta alle famiglie calabresi”.

Risposte concrete per la fascia d’età tra i 16 e i 40 anni

I nuovi presidi polivalenti nascono per colmare il vuoto assistenziale che si crea al termine del percorso scolastico obbligatorio. Il progetto focalizza le proprie risorse prioritariamente sulla fascia d’età compresa tra i 16 e i 40 anni, fase critica in cui la transizione dalla Neuropsichiatria infantile ai servizi per l’età adulta ha spesso comportato il rischio di isolamento domestico, lasciando l’intero carico assistenziale sulle spalle dei nuclei familiari.
L’intervento punta a superare il modello assistenziale basato su battaglie individuali contro la burocrazia per introdurre risposte istituzionali preventive, capaci di affrontare per tempo anche il tema del futuro dei ragazzi disabili.
“Vogliamo superare per sempre un modello rigido in cui le famiglie dovevano combattere battaglie solitarie contro la burocrazia e dipendere dalle proprie possibilità economiche per garantire un diritto: da oggi sono i servizi a muoversi verso i cittadini e non viceversa”.
“Un ragazzo con autismo o neurodivergenza non è la sua diagnosi e non può essere confinato in una dimensione esclusivamente clinica. Conosciamo il carico quotidiano dei genitori e quella domanda che attanaglia la loro vita: ‘Che cosa accadrà a mio figlio quando io non potrò più occuparmene?’. A questo interrogativo le istituzioni non possono rispondere soltanto quando diventa un’emergenza, ma devono costruire risposte molto prima, aiutando le persone ad acquisire competenze, autonomia e dignità. ‘Centri aperti’ significa strutture spalancate allo sport, alla cultura, al volontariato e alla comunità; ‘Vite libere’ significa misurare il successo di questa politica non solo dalle risorse stanziate, ma dal coraggio di progettare e fare innovazione da parte degli Ambiti Territoriali, delle Aziende Sanitarie, dei Comuni e del Terzo Settore: costruiamo insieme risposte personalizzate per capire quante persone saranno realmente uscite dall’isolamento, conquistando un percorso di autonomia, partecipazione e futuro”.

L’alleanza tra Sanità, Comuni e Terzo Settore per l’autonomia

La struttura operativa dei Centri Polivalenti si fonda su una stretta integrazione socio-sanitaria tra Aziende Sanitarie Provinciali, Ambiti Territoriali Sociali e Terzo Settore. Le ASP garantiranno la presenza di personale sanitario per l’area abilitativa e riabilitativa, mentre la gestione sociale, fondata sulla co-progettazione, attiverà percorsi di orientamento al lavoro, autonomia abitativa, attività sportive, artistiche e di inclusione.
Le strutture concepite saranno spazi semiresidenziali aperti e non luoghi di ricovero passivo, offrendo supporto concreto ai caregiver attraverso programmi di parent training e la collaborazione continua con scuole professionali, Centri per l’Impiego, oratori, musei e strutture sportive.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor