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13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
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Il Giro d’Italia passa dalla Calabria e finisce sul Corriere. Ma Catanzaro resta invisibile

La tappa calabrese del Giro tra memoria, provincia, letteratura e passione popolare. Dal Corriere della Sera alla storia della corsa, fino a Carducci: il ciclismo come rito civile, sportivo e contadino

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Il Corriere della sera, ovvero il principale quotidiano italiano, ha messo in prima pagina, con tanto di foto, mercoledì 13 maggio corrente anno, la tappa calabrese del Giro d’Italia; e pazienza se la sede Rai di Cosenza pare abbia ignorato completamente (chi scrive ha messo il dubbio perché è da una vita che non segue Rai 3) la città di Catanzaro. La provincia italiana è fatta, anche, di queste piccole miserie.

L’incipit calabrese della quinta tappa

La quinta tappa, Praia a Mare-Potenza, ha, ancora, un incipit calabrese. Le statistiche narrano che il Giro è passato in Calabria almeno 80 vote, la prima volta fu nel 1929 con la tappa Potenza-Cosenza, vinta da Alfredo Binda.

Il fascino letterario della carovana rosa

Più in generale la carovana rosa ha avuto e ha un fascino particolare che non è stato disdegnato, nel tempo, da intellettuali come Dino Buzzati, Alfonso Gatto, Vasco Pratolini, Achille Campanile e Mario Soldati; l’elenco è accennato per difetto. E poi giornalisti come Indro Montanelli, Sergio Zavoli, Gianni Brera e Gianni Mura.

Una festa popolare e civile

Il Giro d’Italia di ciclismo possiede un fascino unico e intramontabile che va oltre la semplice competizione sportiva, grazie a un mix di storia, fatica ed emozioni. Ha un legame con il territorio e il paesaggio, la magia della fatica, l’identità e la storia. Insomma, una festa popolare che si accompagna a una passione civile e sportiva. E, anche, contadina come ricordava il poeta Giosuè Carducci.

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