27 Giugno 2026
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Omicidio Colleferro: la Cassazione scrive l’ultimo capitolo per Marco Bianchi, ma Gabriele torna in Appello

La Suprema Corte conferma l’ergastolo a Marco Bianchi per l'omicidio di Willy Monteiro. Per il fratello Gabriele, invece, si apre un nuovo Appello sulle attenuanti generiche

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La Cassazione ha confermato in via definitiva l’ergastolo a Marco Bianchi per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne massacrato di botte a Colleferro il 6 settembre 2020. Per il fratello Gabriele, invece, è stato disposto un Appello ter volto a ridiscutere le attenuanti generiche.

Il verdetto della Suprema Corte

Oggi la Quinta sezione penale ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Luigi Birritteri. La Corte ha confermato le condanne già inflitte agli altri due giovani coinvolti: 23 anni a Francesco Belleggia e 21 anni a Mario Pincarelli. Per Gabriele Bianchi, condannato a 28 anni nell’Appello bis, la prossima udienza di Appello ter potrà modificare la pena a seconda del riconoscimento delle attenuanti generiche.

Il percorso giudiziario di Marco e Gabriele Bianchi

In primo grado, entrambi i fratelli erano stati condannati all’ergastolo. Successivamente, in Appello, furono riconosciute le attenuanti generiche, riducendo la pena a 24 anni pur confermando la responsabilità per omicidio volontario. Il nuovo Appello ripristinò l’ergastolo per Marco e 28 anni per Gabriele.

La notte del 6 settembre 2020 a Colleferro

Willy Monteiro Duarte, giovane di 21 anni di origini capoverdiane, fu brutalmente aggredito mentre difendeva un amico coinvolto in una lite. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi, insieme ad altri, lo colpirono con calci e pugni, causando la morte del ragazzo. L’episodio avvenne davanti a diversi testimoni e suscitò un’ondata di indignazione sociale, manifestazioni e iniziative in sua memoria contro la violenza.

Attese per il futuro giudiziario

La vicenda di Gabriele Bianchi proseguirà con il nuovo Appello, mentre per Marco Bianchi si chiude definitivamente la possibilità di riduzione della pena. La sentenza della Cassazione rappresenta un punto fermo nel lungo iter giudiziario per la tragica morte di Willy Monteiro.

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