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17 Giugno 2026
17 Giugno 2026
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Processo Nemesis, cade l’accusa di voto di scambio politico-mafioso: assoluzioni nel rito abbreviato (NOMI)

Si chiude con un forte ridimensionamento dell'impianto accusatorio il procedimento abbreviato nato dall'operazione Nemesis. Il giudice ha fatto cadere le contestazioni centrali formulate dalla Procura antimafia

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Si conclude con un esito profondamente diverso rispetto alle contestazioni iniziali il procedimento con rito abbreviato nato dall’operazione “Nemesis”, l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che aveva acceso l’attenzione sui presunti rapporti tra criminalità organizzata e politica nel territorio di Casabona.

Il gup distrettuale del Tribunale di Catanzaro ha pronunciato l’assoluzione degli imputati chiamati a rispondere delle accuse di associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso, ritenendo insussistenti i fatti contestati. La decisione riguarda Carlo Mario Tallarico, Ludovico Tallarico, Sergio Tallarico, Giuseppe Pullerà, Daniele Tallarico e Cataldo Poerio, per i quali vengono meno le imputazioni considerate centrali nell’impianto accusatorio.

Esclusa l’esistenza della struttura mafiosa contestata

Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda il presunto sodalizio criminale che, secondo l’ipotesi investigativa della Procura antimafia, avrebbe operato nel territorio di Casabona. L’accusa sosteneva infatti l’esistenza di una struttura riconducibile alla famiglia Tallarico, ritenuta in grado di esercitare un’influenza significativa sul territorio e di incidere anche sulle dinamiche amministrative locali.

Con la pronuncia emessa nei confronti degli imputanti giudicati con rito abbreviato, il gup ha però escluso la configurabilità dell’associazione mafiosa contestata, facendo venir meno uno dei pilastri dell’inchiesta.

L’unica condanna riguarda il furto d’acqua

La sentenza contiene una sola condanna. Il giudice ha infatti riconosciuto la responsabilità di Carlo Mario Tallarico per un episodio legato all’approvvigionamento abusivo di acqua destinata a una ditta edile, infliggendo una pena di due anni e otto mesi di reclusione. Per lo stesso imputato sono state invece escluse le ulteriori contestazioni formulate dall’accusa, compresa l’aggravante mafiosa che accompagnava il quadro investigativo originario.

Le richieste avanzate dalla Procura

Durante il procedimento, il pubblico ministero della Dda Elio Romano aveva chiesto condanne significative nei confronti degli imputati ritenuti coinvolti nella presunta organizzazione criminale. La richiesta più pesante riguardava Carlo Mario Tallarico, indicato dall’accusa come presunto vertice del gruppo, per il quale erano stati sollecitati dodici anni di reclusione. Analoghe richieste erano state formulate anche nei confronti degli altri imputati.

L’esito del giudizio ha tuttavia portato all’assoluzione dalle contestazioni di associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso, ridisegnando in maniera sostanziale il quadro accusatorio delineato nella fase delle indagini.

Il collegio difensivo

Nel procedimento celebrato con rito abbreviato gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Salvatore Staiano, Giuseppe Mussari, Tiziano Saporito, Giuseppe Barbuto e Sergio Rotundo. La sentenza rappresenta un passaggio rilevante nell’ambito dell’operazione Nemesis, con un esito che ridimensiona significativamente le accuse formulate dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti degli imputati.

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