L’aula del Consiglio regionale approva una serie di importanti modifiche finanziarie destinate a tamponare le emergenze più stringenti del territorio calabrese. Dall’assistenza sanitaria ai sussidi per le comunità colpite dal maltempo, i provvedimenti hanno incassato il voto favorevole delle forze politiche. Il Partito Democratico ha espresso parere positivo sulle coperture per gli eventi straordinari e i drammi recenti, rivendicando una condotta istituzionale improntata alla massima responsabilità di fronte alle tragedie collettive.
Il consigliere regionale dem Ernesto Alecci traccia il perimetro dell’accordo in aula: “Oggi, all’interno del Consiglio Regionale abbiamo approvato alcune variazioni al bilancio di previsione finanziaria della Regione Calabria tra cui quella per mitigare i danni subiti dai Comuni colpiti dagli eccezionali eventi metereologici di marzo, quella per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale e quella per far fronte alla necessità di reperire delle risorse da destinare alle famiglie della strage di Amendolara e finanziare delle spese necessarie per la sepoltura delle salme e per l’assistenza ai congiunti dei defunti. Iniziative che hanno trovato d’accordo me e il Gruppo del Partito Democratico che ha espresso parere favorevole alla normativa”.
L’appello per le riforme della quotidianità
L’approvazione dei fondi d’urgenza, tuttavia, non cancella il nodo scoperto della gestione ordinaria delle politiche sociali. Secondo l’opposizione, la governance regionale si muove troppo spesso sull’onda dell’emergenza, trascurando le tutele di base. La richiesta che si leva dagli scranni della minoranza è quella di un cambio di passo strutturale che metta al centro dell’agenda politica le necessità ordinarie dei nuclei familiari calabresi.
L’esponente del Pd sollecita una riflessione sulla programmazione a lungo termine: “Si tratta di misure straordinarie legate ad eventi straordinari. Ma al di là delle decisioni prese nella seduta odierna, sarebbe opportuno che la Governance regionale riuscisse a portare avanti delle riforme che definirei ‘normali’ perché legate alla quotidianità di tante famiglie calabresi”.
Contributi negati sotto la soglia di povertà
Il caso più spinoso riguarda i criteri di ripartizione dei fondi destinati ai nuclei familiari che assistono persone con gravissime limitazioni dell’autonomia personale. La rigidità dei bandi e l’insufficienza dei fondi stanno lasciando sprovviste di tutele proprio le fasce sociali più indigenti, determinando un paradosso dove chi dichiara redditi minimi viene escluso dai benefici economici fondamentali.
Alecci porta in aula i dati relativi alle esclusioni territoriali: “Oggi in Consiglio ho fatto di nuovo riferimento all’avviso per i contributi alle famiglie che hanno al loro interno un disabile gravissimo. Persone che hanno bisogno di un’assistenza continua h24 e non riescono a svolgere da sole neanche le attività primarie. Ebbene, ad esempio nella provincia di Catanzaro, sono rimaste fuori dai contributi famiglie che sono al di sotto della soglia di povertà, con un ISEE di circa 7 mila euro”.
Il ritorno al punto di partenza dopo i passi avanti del 2024
La situazione attuale rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto alle tutele che erano state faticosamente conquistate durante la precedente sessione di bilancio. Una mozione votata all’unanimità l’anno scorso sembrava aver risolto il problema della platea, ma i nuovi decreti hanno riproposto i vecchi sbarramenti. Questo arretramento rischia di esasperare una fetta di popolazione già duramente provata.
Il consigliere descrive il senso di frustrazione per il dietrofront amministrativo: “Nel 2024 avevo presentato una mozione per l’allargamento della platea di beneficiari, votata all’unanimità, che aveva dato un pò di respiro a tante famiglie. Credevo fosse una ‘battaglia’ ormai vinta, ma oggi, dopo un anno, purtroppo siamo punto e a capo, con centinaia di famiglie rimaste senza contributo. La Regione Calabria non fornisce un supporto a famiglie già fragili, che non riescono ad arrivare a fine mese e che vengono abbandonate a loro stesse. Queste famiglie sono ormai esasperate, vivono tragedie silenziose, hanno bisogno di aiuto, di contributi e di servizi, da sole non ce la possono fare”.
L’istanza finale per un intervento immediato
Il dibattito si chiude con un monito severo alla Giunta e ai dipartimenti competenti affinché si provveda a una rapida ridistribuzione o integrazione dei capitoli di spesa sociale. La richiesta è quella di sanare immediatamente un vulnus normativo che penalizza i diritti umani fondamentali. L’opposizione annuncia che vigilerà sui prossimi passi operativi della maggioranza.
Il testo si conclude con l’auspicio di una rapida risoluzione della crisi assistenziale: “Mi auguro che in breve tempo si possa correre ai ripari, lasciandoci alle spalle definitivamente questa situazione incresciosa”.









