Anna ha nove anni e il futuro comincia già a farle paura. Sente parlare di bollette, della spesa che costa troppo, dei soldi che finiscono prima del mese. Discorsi dei grandi che arrivano anche a lei, tra la scuola, i giochi e le amichette. Da Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, ha rivolto un appello alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Non voglio avere paura del domani. Voglio soltanto fare la bambina”.
La sua voce trova spazio nel racconto di Lino Polimeni, tra le donne e le famiglie che partecipano alla mobilitazione contro il caro vita e il caro gasolio. A Sant’Anna, terminato il collegamento con “L’aria che tira”, su La7, il conduttore raccoglie altre testimonianze. Accanto a lui ci sono madri, lavoratrici, donne impegnate nelle imprese di famiglia. E c’è Anna, con i genitori.
La tavola di Angelina: diciannove persone per dividere le spese
Tra le storie raccontate c’è quella di Angelina Nicastro, che cucina per diciannove persone, riunendo figli e nipoti per mangiare insieme e risparmiare. Una famiglia che prova a sostenersi dividendo anche il costo del pranzo e della cena. “Il costo della vita è altissimo”, dice davanti alla telecamera. Poi ricorre a una battuta: “A volte il frigorifero mi dice: chiudimi che ho freddo”. E ne spiega subito il significato: “Abbiamo comprato il frigorifero grande ma è vuoto”. Anche Anna richiama questa storia nella lettera a Meloni. Diciannove persone a tavola diventano, nel suo racconto, la misura concreta delle difficoltà che vede intorno a sé.
Il messaggio al futuro: “Nessuno debba scegliere tra cibo e bollette”
Nel filmato raccolto da Polimeni, Anna legge un messaggio che si apre con “Caro futuro”. La bambina parla delle preoccupazioni ascoltate in casa: il prezzo della spesa, il gasolio necessario per lavorare, le difficoltà nel curarsi. Poi esprime un desiderio: “Io vorrei solo che il futuro fosse un posto dove nessuno deve scegliere se comprare da mangiare o pagare le bollette”. Chiede che i bambini del Sud possano crescere senza portare sulle spalle i problemi degli adulti. E immagina un mondo in cui chi lavora possa vivere tranquillo e la salute sia un diritto accessibile a tutti. Nella lettera a Meloni, l’interlocutrice è precisa. Anna chiede a Giorgia Meloni di venire in Calabria, ascoltare le famiglie e spiegare quali aiuti concreti siano possibili.
La lettera integrale a Giorgia Meloni
“Cara Presidente Giorgia Meloni, mi chiamo Anna, ho 9 anni e vivo a Isola Capo Rizzuto, in Calabria. Sono ancora una bambina, dovrei pensare soltanto alla scuola, ai giochi, alle mie amichette e ai miei sogni. Invece sento parlare continuamente di soldi che non bastano, di bollette, di spesa e di famiglie che fanno sacrifici per arrivare alla fine del mese. E tutto questo mi fa paura.
Qui conosco la storia di una mamma, Angelina Nicastro, che cucina per ben 19 persone, riunendo figli e nipoti sotto lo stesso tetto per mangiare tutti insieme e risparmiare. Diciannove persone, Presidente! Una famiglia che cerca di aiutarsi, perché oggi anche mettere il pranzo e la cena in tavola è diventato difficile.
Io ho soltanto 9 anni, ma certe cose le capisco. Vedo le preoccupazioni dei grandi, ascolto i loro discorsi e mi domando: quando sarò grande, che futuro mi aspetta? Cara Presidente, io non conosco bene la politica. Non so cosa siano le leggi, i bilanci dello Stato o le promesse elettorali. Però una cosa la so: nessun bambino dovrebbe crescere con la paura che alla propria famiglia possano mancare i soldi per vivere dignitosamente. Vorrei che venisse qui, in Calabria, ad ascoltare le mamme, i papà, i nonni, gli agricoltori e gli autotrasportatori che lavorano e fanno sacrifici ogni giorno.
Vorrei capire cosa si può fare concretamente per aiutare queste famiglie. Presidente Meloni, io non le chiedo giocattoli o regali. Le chiedo soltanto di ascoltarci. Perché noi bambini abbiamo diritto a crescere sereni, a studiare, a giocare e soprattutto a sognare un futuro migliore. Non voglio avere paura del domani. Voglio soltanto fare la bambina. Con rispetto e con la speranza di essere ascoltata. Anna, 9 anni”.














