Una nuova bufera fiscale scuote il settore dei trasporti aerei europei e finisce per ripercuotersi direttamente sui collegamenti della Calabria con il resto d’Europa. Ryanair ha annunciato un piano di drastici ridimensionamenti in Belgio a partire dalla stagione invernale, che prevede il taglio di 1,1 milioni di posti a sedere e la cancellazione di ben 20 rotte dagli scali di Bruxelles Zaventem e Bruxelles Charleroi.
Alla base dello scontro c’è l’introduzione di una nuova tassa d’imbarco che dal primo gennaio passerà da due a sette euro a biglietto, registrando un impennata del 250%.
Tagliata la rotta per Reggio Calabria insieme ai principali scali europei
La sforbiciata decisa dalla compagnia irlandese colpisce in modo diretto anche l’aeroporto dello Stretto. Tra i collegamenti soppressi figura infatti la rotta Bruxelles Charleroi – Reggio Calabria, un collegamento strategico per la mobilità dei cittadini calabresi e per i flussi turistici tra il Nord Europa e il Mezzogiorno.
Il taglio riguarda diverse tratte verso l’Italia e la Penisola Iberica, inserendo lo scalo reggino in un elenco di destinazioni penalizzate che comprende tra le altre Roma Fiumicino, Genova, Trapani, Barcellona, Madrid e Málaga.
L’affondo di Michael O’Leary e l’esempio virtuoso dell’Italia
Il Chief Executive Officer di Ryanair, Michael O’Leary, non ha risparmiato toni duri nei confronti dei vertici politici di Bruxelles, criticando la scelta di gravare sui vettori aerei.
“Tassare il traffico aereo non genera crescita; la sposta semplicemente altrove”, ha tuonato l’amministratore delegato della compagnia low-cost, definendo la misura fiscale una scelta fallimentare adottata dal Primo Ministro belga Bart De Wever.
Nel corso della sua conferenza, O’Leary ha citato esplicitamente l’Italia, insieme a Svezia e Slovacchia, tra i modelli di Paesi virtuosi che hanno scelto di non penalizzare il comparto con gabelle ingiustificate, favorendo così gli investimenti e lo sviluppo delle rotte locali.
Un piano da 100 nuove rotte condizionato al ritiro della tassa
La compagnia aerea ha comunque lasciato aperta una finestra di dialogo, presentando contestualmente un piano di crescita a lungo termine per i prossimi sette anni.
Qualora il Governo belga decidesse di fare un passo indietro revocando l’aumento fiscale sui biglietti, Ryanair si è detta pronta ad aprire fino a 100 nuove destinazioni nel Paese con la creazione di oltre 1.000 posti di lavoro. In assenza di ripensamenti, dal prossimo inverno lo scalo dello Stretto perderà uno dei suoi snodi diretti con il cuore dell’Unione Europea.














