20 Ottobre 2026
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Traffico di droga nel Catanzarese, il gip dispone i domiciliari per uno degli indagati dopo l’interrogatiorio

L’indagato, assistito dall’avvocato Massimiliano Carnovale, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Social Card coordinata dalla Dda di Catanzaro

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Svolta nella posizione cautelare di Davide Riga, indagato nell’ambito dell’operazione “Social Card”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, svolto il 15 ottobre 2026, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la revoca della custodia cautelare in carcere e l’applicazione degli arresti domiciliari. Riga, assistito dall’avvocato Massimiliano Carnovale, del Foro di Lamezia Terme, era stato raggiunto dalla misura restrittiva all’alba del 14 ottobre, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto traffico di sostanze stupefacenti nel Catanzarese.

L’interrogatorio di garanzia e la decisione del Gip

Secondo quanto riferito dalla difesa, durante l’interrogatorio di garanzia il giudice avrebbe valutato l’attenuazione della pericolosità sociale dell’indagato, disponendo di conseguenza una misura cautelare meno gravosa rispetto alla detenzione in carcere. La decisione modifica quindi il regime cautelare a cui Riga è sottoposto, ma non incide, di per sé, sulla prosecuzione delle indagini né equivale a una pronuncia sul merito delle contestazioni. A carico dell’indagato vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati previsti dagli articoli 74 e 73 del Dpr 309/1990: associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e cessione di droga. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Operazione “Social Card”, 24 misure cautelari nel Catanzarese

L’inchiesta ha portato all’esecuzione di 24 misure cautelari da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, su coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia. Nel dettaglio, i provvedimenti eseguiti hanno riguardato 12 persone in carcere, nove agli arresti domiciliari e tre sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le misure sono state adottate sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione a diverse ipotesi di reato, tra cui associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga e detenzione illegale di armi e munizioni.
Il quadro investigativo interessa diverse aree della provincia di Catanzaro: i comuni di Girifalco e Amaroni, il capoluogo, Vallefiorita e Squillace, il territorio di Soverato e i centri vicini di Badolato, Davoli e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, oltre a Botricello.

Le indagini partite dall’analisi di un telefono sequestrato

L’operazione è stata denominata “Social Card” in riferimento all’utilizzo, documentato nel corso delle indagini, di carte prepagate collegate al reddito di cittadinanza da parte di alcuni consumatori e presunti spacciatori. Le investigazioni hanno preso avvio dall’analisi forense di una copia del telefono sequestrato a una persona arrestata per spaccio nel comune di Amaroni. Gli approfondimenti successivi avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire ulteriori elementi relativi alla presunta attività di spaccio e ai collegamenti tra i soggetti coinvolti.

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