Il Tirreno meridionale continua a tremare e le scosse si avvertono anche in Calabria. Il terremoto principale è stato registrato alle 12.19 a largo delle isole Eolie: la scheda aggiornata dell’INGV indica una magnitudo momento Mw 5,5 e una profondità di 9 chilometri. La scossa è stata avvertita a Reggio Calabria e Cosenza. Prima e dopo l’evento principale si sono susseguite altre scosse. A fare il punto con Calabria7 è Domenico Costarella, direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria. Il dirigente riferisce che l’allerta maremoto è stata revocata dopo poco tempo, mentre resta sotto osservazione l’evoluzione della sequenza.
Direttore Costarella, che cosa sta succedendo al largo delle Eolie e come si spiega l’allerta maremoto poi revocata?
“L’evento sismico della tarda mattinata di oggi, di magnitudo 5, profondità inferiore agli 11 chilometri, al largo delle Isole Eolie, rientra in una sequenza sismica che già stavamo monitorando da diverse ore, perché quella zona stava generando delle scosse di magnitudo inferiore, ma che comunque erano ripetute. In ogni caso è stata lanciata l’allerta del sistema SiAM del Dipartimento nazionale di Protezione civile per maremoto, di colore verde per la Calabria e arancione per la Sicilia, allerta che poi è stata revocata dopo poco tempo. La zona sismica è quella del Tirreno meridionale ed è parte della geodinamica del Mar Mediterraneo, nella parte di convergenza tra la placca africana e quella europea. Stiamo continuando a monitorare l’evento, perché ci sono state delle scosse di replica di magnitudo più bassa. La nostra sala operativa è ovviamente allertata H24 e chiaramente a disposizione per ogni informazione al numero verde 800222211”.
Questa dinamica sismica è ancora in atto? Quali potrebbero essere le conseguenze per il futuro?
“Dopo la scossa di magnitudo 5 della tarda mattinata ce ne sono state delle altre, segno che la sequenza è ancora in atto. L’ultima scossa è stata registrata alle 13.45 con una magnitudo di 2,8, sicuramente più bassa di quella principale o di altre che ce ne sono state prima e dopo l’evento di mezzogiorno, ma in ogni caso segno che appunto l’attività sismica è ancora in evoluzione. Il terremoto, come sappiamo, non si può prevedere, ma di certo quello che noi stiamo facendo è la costante attività di monitoraggio della situazione e una continua interazione con il territorio”.
L’epicentro al largo delle Eolie
Secondo l’INGV, la zona interessata si trova circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. La scossa principale è stata localizzata a 62 chilometri da Malfa, 63 da Leni e 66 da Santa Marina Salina, nel Messinese, con un ipocentro a 9 chilometri di profondità. Per lo stesso terremoto l’Istituto riporta magnitudo locale ML 5,0 e magnitudo momento Mw 5,5: due misure ottenute con metodi differenti, riferite all’evento delle 12.19.
Le scosse prima e dopo l’evento principale
La Rete sismica nazionale segue l’attività dalla notte del 20 ottobre. Nell’aggiornamento delle 14.20, l’INGV aveva localizzato 29 terremoti: oltre alla scossa principale, un evento di ML 4,3 alle 11.51 e uno di ML 4,0 alle 12.24. Altri 14 eventi avevano magnitudo compresa tra 3,0 e 3,9. Il conteggio è riferito a quell’orario. Le registrazioni successive confermano che l’attività è continuata: nel catalogo figurano una scossa di ML 3,2 alle 14.59, una di ML 3,0 alle 15.13, una di ML 2,8 alle 15.21 e una di ML 2,5 alle 15.25. Sono eventi di magnitudo inferiore a quello principale; il monitoraggio resta in corso.
Dove è stato avvertito il terremoto
L’INGV segnala un risentimento più marcato alle Eolie e lungo la costa settentrionale della Sicilia, più contenuto nel resto dell’isola e in Calabria. La mappa strumentale di scuotimento stima valori fino al V grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg nelle Eolie e in un’ampia parte della Sicilia settentrionale. Le segnalazioni raccolte attraverso il sito “Hai sentito il terremoto?” contribuiscono alla ricostruzione di come la scossa è stata percepita sul territorio. In Calabria, secondo quanto riferito da Adnkronos, il terremoto è stato avvertito a Reggio e Cosenza.
Il precedente di marzo e gli eventi degli ultimi anni
La ricostruzione pubblicata dall’INGV richiama la sequenza del marzo 2026, circa 15 chilometri a ovest di Alicudi, poco più a sud dell’area oggi interessata. Furono localizzati poco più di 50 terremoti; il maggiore, nella notte del 21 marzo, ebbe magnitudo ML 4,6 e Mw 4,7. Le registrazioni dal 1985 documentano una sismicità frequente, con numerosi eventi superiori a magnitudo 4. Tra quelli ricordati dall’Istituto figurano i terremoti del 7 febbraio 2025 e del 7 settembre 2009, entrambi di Mw 4,7.
I terremoti storici e la pericolosità dell’area
Il Catalogo parametrico dei terremoti italiani conserva traccia di scosse più forti nell’area dell’arcipelago. Il 28 maggio 1980 si verificò un terremoto di Mw 5,7, che ad Alicudi provocò effetti e danni classificati al VI-VII grado MCS. Il 20 e il 21 maggio 1957 furono registrati eventi rispettivamente di Mw 5,2 e Mw 5,3. Nella regione eoliana si verificano anche terremoti molto profondi, legati alla subduzione. Un esempio è quello del 5 maggio 2004, di ML 5,3, con ipocentro a 255 chilometri.
L’INGV colloca la sequenza attuale vicino a un’area di alta pericolosità sismica, documentata dalla mappa nazionale MPS04 e dai terremoti del passato. È la valutazione delle caratteristiche sismiche del territorio: per l’evoluzione della sequenza in corso proseguono le osservazioni della Rete sismica nazionale.














