Da oggi cambiano le regole per gli autovelox in Italia. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina in maniera definitiva le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.
Il provvedimento punta a mettere fine alle incertezze giuridiche che negli ultimi anni hanno alimentato numerosi ricorsi contro le multe elevate tramite autovelox.
Omologati 3.150 autovelox, 850 saranno spenti
In seguito al censimento effettuato dal Ministero, risultano conformi ai nuovi requisiti circa 3.150 autovelox, il cui prototipo è inserito nell’elenco previsto dall’Allegato B del decreto.
Diversa la situazione per gli altri 850 dispositivi, che non potranno più essere utilizzati. I produttori dovranno infatti richiedere l’omologazione presentando la documentazione tecnica integrativa prevista dall’Allegato A.
Fino al completamento della procedura, gli apparecchi resteranno disattivati e non potranno essere impiegati per il controllo della velocità.
Sessanta giorni per ottenere l’omologazione
I produttori dei dispositivi esclusi potranno presentare ricorso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, allegando la documentazione richiesta e sottoponendo gli strumenti ai test previsti dal decreto.
Il Ministero avrà 60 giorni di tempo per esprimersi sull’eventuale omologazione. Nel frattempo, gli autovelox interessati dovranno rimanere spenti.
Salvini: “Stop agli autovelox usati per fare cassa”
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato l’entrata in vigore del decreto ribadendo che la sicurezza stradale resta una priorità, ma senza trasformare i controlli in uno strumento per aumentare gli incassi degli enti locali. “Da una giungla di oltre 10mila autovelox, spesso nascosti e ripetuti, passiamo a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”, ha scritto il ministro in un messaggio pubblicato su X.
Nuovi criteri di affidabilità e tolleranze
Il decreto introduce per la prima volta parametri tecnici uniformi per garantire la precisione delle misurazioni e la validità degli accertamenti. Per i controlli fino a 100 km/h, l’errore massimo consentito sarà pari a 3 km/h, mentre oltre questa soglia sarà ammessa una tolleranza del 3% della velocità rilevata. Le nuove regole si applicheranno sia nella fase di omologazione sia durante le successive verifiche periodiche, con l’obiettivo di assicurare strumenti affidabili, controlli trasparenti e maggiore certezza giuridica nelle sanzioni elevate per eccesso di velocità.












