“Vergognatevi!”. Lino Polimeni si rivolge direttamente a Rai e Mediaset e contesta alle grandi reti televisive nazionali lo spazio riservato alla protesta contro il caro carburanti. Lo fa con un duro post sui social, nel quale raccoglie la rabbia di agricoltori, autotrasportatori e pescatori: lavoratori che denunciano costi insostenibili e chiedono interventi per evitare di chiudere le proprie attività. “Rai e Mediaset, dove siete?”, domanda il conduttore. Al centro dello sfogo ci sono le famiglie che vivono di quelle imprese e una mobilitazione che in Calabria ha già provocato disagi nella distribuzione dei carburanti.
“Perché queste proteste non ricevono l’attenzione che meritano?”
Polimeni parte dalle ragioni di chi è sceso in strada. “Da giorni uomini e donne che lavorano, producono e tengono in piedi l’economia del nostro Paese scendono in strada per difendere il proprio futuro”, scrive. “Agricoltori, autotrasportatori e pescatori denunciano costi insostenibili, sacrifici di una vita e aziende che rischiano di chiudere”. Poi chiama in causa le televisioni: “Mi rivolgo direttamente a RAI e Mediaset: perché queste proteste non ricevono l’attenzione che meritano?”. La parola successiva, scritta in maiuscolo, è quella che dà il tono all’intero intervento: “Vergognatevi!”.
“La televisione dovrebbe essere al servizio dei cittadini”
Il conduttore porta la polemica sul rapporto tra informazione e potere. “La televisione dovrebbe essere al servizio dei cittadini, non del potere politico o degli interessi di chi lo frequenta”, sostiene. Nel post si interroga anche sul peso di rapporti di convenienza, incarichi e interessi personali nella libertà dell’informazione. Sono le domande con cui accompagna la sua accusa alle grandi televisioni, alle quali chiede di raccontare le difficoltà di chi produce e lavora. “Mentre intere famiglie rischiano di perdere tutto, il silenzio di una parte dell’informazione nazionale è assordante”, scrive Polimeni. Il suo bersaglio è un’informazione che, secondo la denuncia affidata ai social, lascia ai margini la sofferenza di questi settori produttivi.














