12 Ottobre 2026
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Corruzione negli appalti ospedalieri, Cgil e Filcams: “Occhiuto convochi un tavolo con i sindacati”

L’indagine della Procura di Crotone porta alla luce presunti casi di corruzione. I sindacati chiedono la convocazione immediata di un tavolo regionale su trasparenza, tutela dei lavoratori e qualità dei servizi

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Un’altra pesante inchiesta giudiziaria torna a scuotere il sistema sanitario della Calabria, riaccendendo i riflettori sulla gestione dei fondi pubblici e sulla trasparenza nelle procedure di gara.
L’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Crotone ha portato all’emissione di 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari tra Crotone e Lamezia Terme, ipotizzando reati di corruzione nel settore degli appalti ospedalieri. Di fronte a questo scenario, la reazione del mondo sindacale non si è fatta attendere. I vertici della CGIL e della FILCAMS Calabria chiedono interventi immediati e sollecitano una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni regionali, affinché si faccia piena luce su quanto accaduto e si tutelino le strutture pubbliche.

Le responsabilità politiche non possono attendere le sentenze

I vertici sindacali sottolineano come la risposta alle criticità del sistema sanitario non debba attendere esclusivamente i tempi della giustizia ordinaria.
Il Segretario Generale CGIL Calabria Gianfranco Trotta e il Segretario Generale FILCAMS Cgil Calabria Giuseppe Valentino hanno espresso parole severe sulla situazione attuale, evidenziando che “sarà la magistratura ad accertare le responsabilità penali, ma quelle politiche non possono essere rinviate alle sentenze”.
I sindacalisti hanno ribadito che “la Regione Calabria e il presidente Roberto Occhiuto, che detiene direttamente la delega alla sanità, devono assumersi le proprie responsabilità e prestare maggiore attenzione a ciò che accade nel sistema degli appalti, nonché alle condizioni di lavoro e alla qualità dei servizi garantiti ai cittadini”.

Un sistema di appalti fragile tra opacità e tagli sui lavoratori

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, le vicende giudiziarie emerse di recente non rappresentano episodi isolati, bensì la spia di problematiche strutturali che affliggono la sanità regionale. Trotta e Valentino ricordano che “non è un caso isolato, altre importanti inchieste hanno interessato diverse province calabresi, alimentando interrogativi sempre più gravi sulla trasparenza degli appalti e sul governo della sanità regionale”.
“Le risorse pubbliche destinate alla sanità – sottolineano ancora – non possono trasformarsi in un terreno di opacità, sprechi o interessi privati, mentre il costo dei risparmi viene scaricato sul lavoro, attraverso riduzioni degli orari, salari più bassi, precarietà e peggioramento delle condizioni occupazionali”.

La difesa del lavoro e dei servizi essenziali negli ospedali

In questo contesto di forte incertezza, l’impegno sindacale si concentra sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e della dignità lavorativa durante i cambi di gestione delle commesse.
Le sigle di categoria confermano che “intanto, il sindacato nei cambi di appalto, difende e contratta ogni singola d’ora di lavoro, al fine di salvaguardare il reddito e la dignità di lavoratrici e lavoratori che assicurano quotidianamente servizi essenziali nelle strutture sanitarie”. I rappresentanti dei lavoratori chiariscono con fermezza che “non è ammissibile che attorno alla sanità pubblica girino tangenti e affari milionari” e rimarcano che “la Regione deve garantire che le risorse siano utilizzate correttamente e che gli appalti non diventino lo strumento per comprimere diritti, occupazione e qualità dei servizi”.

La richiesta di un tavolo regionale per la legalità e le leggi popolari

La fine del commissariamento ha aperto una fase nuova per il governo della salute in Calabria, che impone scelte trasparenti e la riapertura del dialogo sociale.
Dai sindacati arriva un invito diretto ai vertici della Cittadella: “chiediamo al Presidente Occhiuto di assumere fino in fondo la responsabilità politica che gli compete e di aprire un confronto concreto con le organizzazioni sindacali”. I temi da portare al tavolo sono chiari: “vogliamo affrontare questa questione nei tavoli regionali, discutendo di trasparenza, legalità, qualità degli appalti, tutela occupazionale e condizioni di lavoro”.
Infine, la dirigenza sindacale rimarca che “la conclusione del commissariamento ha restituito alla Regione Calabria la piena responsabilità della sanità. Non basta rivendicare questo passaggio: occorre dimostrare, nelle scelte quotidiane, la capacità di governare il sistema con trasparenza e attenzione, impedendo che le risorse destinate alla collettività vengano sottratte alla loro funzione e che a pagare siano sempre le lavoratrici, i lavoratori e i cittadini”. A sostegno di questo percorso, la CGIL ha promosso due leggi di iniziativa popolare dedicate al diritto alla salute e alla tutela degli appalti, rinnovando l’invito alla firma con il messaggio conclusivo: la salute è un diritto, il lavoro non è una merce e la legalità negli appalti rappresenta una responsabilità politica che le istituzioni non possono più rinviare.

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