25 Agosto 2026
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Dagli Usa la benedizione della Costa degli Dei: la Calabria incanta il New York Times. Macrì rilancia su decoro e qualità

Un ampio reportage del quotidiano statunitense incorona il litorale vibonese. Il primo cittadino: "Orgoglio per la visibilità internazionale. No al consumo disordinato della città"

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Dalle acque trasparenti alla forza iconica di Santa Maria dell’Isola, passando per le origini avvolte nella leggenda e il paesaggio verticale delle ville affacciate sul mare. Il racconto che il New York Times ha dedicato alla Calabria e al suo litorale più evocativo conferma ancora una volta come Tropea e la Costa degli Dei siano ormai entrate stabilmente nello sguardo internazionale, affermandosi come luoghi simbolo di un Sud capace di emozionare, sorprendere e restituire al viaggio una dimensione autentica.

Un’attenzione mediatica di primissimo piano che è stata accolta con grande entusiasmo, ma anche con forte senso di responsabilità, dall’amministrazione comunale della Perla del Tirreno.

La “consacrazione” internazionale e l’orgoglio della comunità

A sottolineare il valore del reportage americano è il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, che ha commentato con favore la pubblicazione della celebre testata statunitense: “Il New York Times racconta una Costa degli Dei stratificata, affascinante, ricca di storia, cultura, mare, tradizioni e identità. Dentro questo racconto Tropea occupa una posizione centrale: per il Santuario di Santa Maria dell’Isola, per il suo centro storico, per l’architettura aristocratica, per il rapporto unico tra rupe e mare, per quella capacità di restare impressa negli occhi e nella memoria di chi arriva”.

Una cartolina d’autore che fa il giro del mondo e consolida il brand Calabria nei mercati turistici ad alto valore aggiunto. “È una visibilità importante, autorevole, che conferma il posizionamento internazionale della destinazione”, evidenzia il primo cittadino.

“Il successo non si subisce, si governa”

Ma l’analisi del quotidiano statunitense offre anche lo spunto per una riflessione più profonda sul modello di accoglienza da perseguire. “Quando una testata di questa autorevolezza guarda a Tropea cresce anche la nostra responsabilità“, osserva Macrì. “Ogni dettaglio pesa: il paesaggio, la storia, il commercio, la mobilità, i servizi, la pulizia, il modo in cui si vive il centro storico. La reputazione non si difende soltanto promuovendo ciò che abbiamo di straordinario, ma governando ciò che rischia di indebolire la qualità percepita della destinazione”.

l messaggio dell’amministrazione è chiaro: tutela dell’identità e ricerca costante dello standard qualitativo. “La nostra linea è chiara: vogliamo una Tropea viva, accogliente, elegante, ordinata, capace di soddisfare un ospite sempre più esigente e attento alla qualità dell’esperienza. Per questo stiamo lavorando su decoro urbano, sicurezza, gestione dei flussi, regole e programmazione. Una grande destinazione non può subire il proprio successo, deve saperlo governare“.

Tolleranza zero per il degrado: l’impegno su decoro e regole sulla malamovida

L’articolo del New York Times non ha risparmiato alcune sollecitazioni critiche relative all’impatto del turismo di massa, con particolare riferimento all‘affollamento serale e alla diffusione di locali dedicati al consumo rapido di alcol. Reazioni che il Comune di Tropea ha dimostrato di non voler ignorare, ma al contrario di raccogliere come stimolo a proseguire sulla strada dei rigidi controlli.

“Leggiamo con attenzione anche le sollecitazioni critiche contenute nell’articolo – afferma il sindaco – a partire dalla percezione di un centro storico soffocato da Spritz Bar, appesantito da affollamenti, consumo veloce e presenza diffusa di persone con alcolici in mano. È un tema che non ci piace e che coincide con le azioni già messe in campo dall’Amministrazione, a partire dall’ordinanza sul divieto notturno di vendita per asporto e consumo su suolo pubblico di bevande alcoliche e superalcoliche“.

Un’accoglienza viva ma rispettosa

L’obiettivo dell’amministrazione non è comprimere l’attrattività della vita notturna, bensì incanalarla in binari di civiltà e rispetto dell’architettura e della quiete del borgo medievale.

Non siamo contro la socialità né contro chi lavora bene“, conclude Giovanni Macrì. “Siamo contro il consumo disordinato della città: capannelli spontanei, bottiglie, bicchieri, rifiuti, assembramenti impropri e uso indistinto di strade, vicoli, scalinate e belvederi. Tropea deve continuare ad essere vissuta fino a notte fonda, ma dentro una cornice di rispetto, misura e responsabilità”. Una sfida aperta che dimostra come Tropea punti a rimanere non solo una delle mete più affascinanti del Mediterraneo, ma anche un esempio virtuoso di gestione turistica per l’intera Calabria.

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