Da dieci anni, il nome di Claudia Colloca è legato a una storia di amore e rinascita. Originaria di una famiglia vibonese, ha fondato a Roma l’associazione “Infinito Amore da Emanuele Ciccozzi”, nata per sostenere i bambini in cura presso il reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Bambino Gesù e le loro famiglie, spesso provenienti da altre regioni e in difficoltà economica.
L’associazione è oggi un punto di riferimento per chi affronta leucemie, linfomi, neuroblastomi e altre patologie oncologiche, offrendo accoglienza, supporto e ascolto grazie a una rete di volontari, medici e amici.
La nascita della Casa “L’Infinito Abbraccio di Ema”
Nel 2024, dopo anni di impegno e raccolte fondi, è diventato realtà il sogno di Claudia: la creazione della Casa “L’Infinito Abbraccio di Ema”, che accoglie famiglie con bambini in cura all’ospedale romano.
Un progetto definito da molti un “miracolo d’amore”, nato dal dolore per la perdita del figlio Emanuele, trasformato da Claudia in un percorso di fede, resilienza e solidarietà. “È come se quel dolore fosse diventato luce per gli altri”, raccontano i volontari che da anni la affiancano.
Il decennale al Teatro Viganò: una festa di emozioni e gratitudine
La celebrazione dei dieci anni dell’associazione si è svolta al Teatro Viganò di Roma, in una serata di grande partecipazione. Tra i presenti, famiglie, medici, infermieri, volontari e cittadini che condividono la missione dell’associazione.
A condurre l’evento, la giornalista Karen Sarlo di Rai Parlamento, che ha curato la serata dedicata alla solidarietà. Durante la festa, applausi e commozione hanno accompagnato la consegna delle targhe celebrative per “Infinito Amore da Emanuele Ciccozzi”, mentre il sipario è calato sulle note della band romana “La Scelta”, in un finale tra palloncini, luci e fiori.
Il messaggio che unisce Calabria e Roma
Dietro questo progetto c’è una famiglia profondamente legata alla Calabria: Nando Colloca e Aurora Sarlo, genitori di Claudia, entrambi ex docenti, e la sorella Serenella, che dirige una scuola di danza. La loro storia dimostra come anche da una piccola terra come Vibo Valentia possa nascere un’iniziativa capace di illuminare il cammino di tante famiglie, trasformando la sofferenza in speranza concreta.









