27 Ottobre 2026
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Immigrazione, in Calabria crescono i residenti stranieri ma la popolazione cala: persi 7mila abitanti in un anno

Sono 110.463 gli stranieri residenti, il 6% della popolazione. Il rapporto Idos evidenzia difficoltà nel lavoro e nell’impresa, ma anche segnali di radicamento attraverso la scuola

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La presenza straniera in Calabria continua ad aumentare, ma non è sufficiente a contrastare il declino demografico della regione. Alla fine del 2025 i cittadini stranieri residenti erano 110.463, pari al 6% della popolazione, con una crescita del 4,8% in un anno. Nello stesso periodo, tuttavia, la Calabria ha perso 7.075 abitanti. È il quadro che emerge dal Dossier Statistico Immigrazione 2026, curato dal Centro studi e ricerche Idos insieme al Centro studi Confronti e all’Istituto di Studi politici “S. Pio V”. Il rapporto è stato presentato il 27 ottobre all’Università della Calabria, nell’ambito di un appuntamento organizzato contemporaneamente a Roma e nelle altre regioni italiane.

Calabria terra di emigrazione: oltre 475mila iscritti all’estero

A illustrare i dati è stato Claudio Di Maio, referente regionale di Idos, che ha evidenziato come la crescita della popolazione straniera non riesca a compensare le perdite demografiche della regione. “La Calabria resta prima di tutto una terra di emigrazione”, ha spiegato Di Maio. I calabresi iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero sono infatti oltre 475mila, più di quattro volte il numero degli stranieri che vivono in Calabria. La presenza straniera contribuisce a rallentare lo spopolamento, ma non riesce a invertire la tendenza. A questo si aggiunge un altro elemento: molti cittadini stranieri, dopo essere arrivati in Calabria, si trasferiscono in altre regioni, seguendo dinamiche che riguardano anche una parte dei giovani calabresi.

Lavoro e precarietà, gli ostacoli all’integrazione

Tra le principali criticità individuate dal dossier c’è la condizione occupazionale. In Calabria, il tasso di occupazione degli stranieri si ferma al 44,4%, contro il 62,9% registrato a livello nazionale per la stessa popolazione. Anche la distribuzione delle mansioni evidenzia difficoltà strutturali: il 39,9% degli occupati stranieri lavora in agricoltura, mentre il 60,8% svolge attività non qualificate. “È una segregazione occupazionale che spreca competenze e alimenta la precarietà”, ha osservato Di Maio, richiamando l’attenzione sulla necessità di valorizzare le professionalità presenti sul territorio e di favorire percorsi di inserimento lavorativo più stabili.

Imprese straniere in calo: in Calabria sono oltre 14mila

Il rapporto registra segnali contrastanti anche sul fronte dell’imprenditoria. In Calabria le imprese guidate da persone nate all’estero sono 14.002, pari al 7,8% del totale regionale. In un anno, però, il loro numero è diminuito del 4,3%, in controtendenza rispetto alla crescita registrata a livello nazionale. “L’imprenditoria straniera è una risorsa per il territorio, ma in Calabria arretra rispetto al resto del Paese: anche fare impresa, qui, è più difficile”, ha dichiarato il referente regionale di Idos. I dati evidenziano così una doppia difficoltà: da una parte, le opportunità di lavoro non appaiono sufficienti a garantire un’integrazione piena; dall’altra, anche l’iniziativa imprenditoriale incontra ostacoli in un contesto economico già segnato da fragilità strutturali.

Accoglienza e rete Sai: la Calabria sopra la media nazionale

Un elemento distintivo riguarda il modello di accoglienza. Alla fine del 2025 erano 7.493 le persone accolte in Calabria e il 45,3% risultava inserito nella rete Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione promosso dai Comuni. La percentuale è superiore alla media nazionale, pari al 27,8%. Un dato che segnala il peso della rete territoriale nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone straniere.

Scuola, quasi raddoppiati gli studenti stranieri nati in Italia

Il segnale più significativo sul fronte del radicamento arriva dal sistema scolastico. In dieci anni, il numero degli studenti stranieri nati in Italia è aumentato del 95,4%, mentre nello stesso periodo il totale degli iscritti a scuola è diminuito del 16,8%. Un andamento che richiama l’attenzione sul ruolo delle nuove generazioni e sulla necessità di riconoscere la presenza straniera come parte integrante della società calabrese.

Nel corso dell’incontro, Donatella Loprieno, delegata dell’Unical per l’accesso e il sostegno degli studenti rifugiati e richiedenti protezione internazionale, ha commentato i dati sulle acquisizioni di cittadinanza e sulla presenza nelle scuole, collegandoli ai progetti più recenti dell’Ateneo. Le iniziative universitarie favoriscono l’arrivo di studenti, studentesse e ricercatori rifugiati, rafforzando anche la cooperazione internazionale.

Ad aprire i lavori era stato Ercole Giap Parini, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, che ha richiamato l’impegno dell’Università della Calabria nello studio delle migrazioni e l’esigenza di superare una narrazione concentrata esclusivamente sull’emergenza, restituendo al fenomeno migratorio il giusto spazio nel dibattito pubblico.

Di Maio: “Gli stranieri non siano oggetto dei movimenti politici“

In conclusione, Di Maio ha invitato a superare una visione della migrazione limitata alle contrapposizioni politiche, riconoscendo alle persone straniere un ruolo attivo nella vita delle comunità. “Guardare agli stranieri non come oggetto dei movimenti politici, ma come soggetto della partecipazione politica”, è stato il suo appello.

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