Le polemiche sul progetto del Ponte sullo Stretto si intrecciano con le reazioni del fronte contrario all’opera, che torna a chiedere un cambio radicale nella gestione della società incaricata della realizzazione.
Le critiche alla gestione della società
Dai movimenti e dalle associazioni No Ponte arrivano richieste di dimissioni rivolte all’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, al centro del dibattito politico e infrastrutturale. Secondo i rappresentanti del fronte contrario, non sarebbe sufficiente il richiamo all’estraneità della società rispetto all’inchiesta della Procura di Roma: servirebbero, a loro avviso, scelte più drastiche sul piano gestionale e istituzionale.
Le posizioni dell’associazione “Invece del Ponte”
L’associazione Invece del Ponte sostiene che eventuali criticità emerse nel quadro dell’indagine renderebbero necessaria una revisione profonda della governance del progetto. Nel loro intervento viene richiamata l’idea che la società, già criticata per risultati e obiettivi mancati, dovrebbe assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte, fino all’ipotesi di dimissioni dei vertici.
Le parole di Accorinti
Tra le voci del fronte No Ponte interviene anche l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, che invita a mantenere prudenza sul piano giudiziario, pur ribadendo la propria contrarietà all’opera. Accorinti lega la vicenda a una critica più ampia sul progetto del ponte, definito da anni come un intervento ritenuto sproporzionato rispetto alle reali esigenze di mobilità tra Sicilia e Calabria.
Le contestazioni sul progetto
Secondo gli attivisti, le risorse destinate al Ponte sullo Stretto avrebbero potuto essere indirizzate al potenziamento dei collegamenti esistenti, in particolare attraverso il miglioramento dei servizi marittimi e infrastrutturali già operativi. Nel dibattito viene richiamata anche la posizione della Corte dei Conti, citata come elemento critico rispetto all’impostazione economica e progettuale dell’opera.
Una richiesta ricorrente: stop al progetto
Il fronte No Ponte ribadisce infine la richiesta storica di interrompere il progetto e rivedere completamente la strategia infrastrutturale sullo Stretto, anche attraverso la liquidazione della società incaricata. Una posizione che si inserisce nel lungo conflitto politico e sociale che accompagna da anni il dibattito sul collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.












