20 Ottobre 2026
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Poste Castrovillari, Laghi: “Anche la Cgil territoriale dice no, la vertenza deve riaprirsi”

Il consigliere regionale richiama il dissenso del sindacato locale ed evidenzia l'esclusione delle rappresentanze territoriali dall'incontro con i vertici di Poste Italiane

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Il ridimensionamento della presenza direzionale di Poste Italiane nel nord della Calabria apre un nuovo fronte di forte tensione istituzionale e sociale. Il piano aziendale, avviato il 1° ottobre e destinato a concludersi entro la fine dell’anno, prevede il definitivo trasferimento a Cosenza delle funzioni direzionali della Filiale di Castrovillari, presidio finora competente per il coordinamento di 104 uffici postali dislocati tra Pollino, Sibaritide e fascia tirrenica. La misura incontra la netta contrarietà del consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, il quale evidenzia come alla netta presa di posizione del Consiglio comunale si sia aggiunta anche la ferma opposizione della CGIL territoriale.

“Il piano di Poste Italiane, che trasferisce a Cosenza le funzioni direzionali della Filiale di Castrovillari, finora competente per 104 uffici postali tra Pollino, Sibaritide e Tirreno, è in corso dal 1° ottobre e dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, nonostante le richieste approvate all’unanimità dal Consiglio comunale di Castrovillari. Alle posizioni dell’assemblea cittadina si aggiunge anche quella della CGIL del territorio. Il responsabile sindacale per il settore poste, Claudio Caligiuri, già intervenuto nel consiglio comunale aperto tenutosi sul tema, in cui aveva espresso valutazioni critiche sulla iniziativa di Poste Italiane, relativamente alla nostra regione, mi ha informato che la CGIL locale non ha sottoscritto l’accordo con Poste perché lo ritiene inadeguato alle esigenze del territorio” dichiara il consigliere regionale Ferdinando Laghi.

La spaccatura tra vertici nazionali e rappresentanze territoriali

Al centro della vertenza emerge un’evidente distanza tra le decisioni prese a livello centrale e le specifiche esigenze operative e geografiche della provincia calabrese. Nonostante la sigla dell’intesa nazionale sulla riorganizzazione di Mercato Privati avvenuta il 23 luglio tra Poste Italiane e sei organizzazioni sindacali, le strutture locali rimarcano il rischio di una progressiva spoliazione dei servizi in un comprensorio caratterizzato da una complessa orografia e da infrastrutture viarie storicamente carenti.

“La posizione del sindacato sul territorio – prosegue il consigliere – è diversa da quella della struttura nazionale, che il 23 luglio ha approvato, insieme ad altre cinque sigle, l’accordo con Poste Italiane sulla riorganizzazione di Mercato Privati. Le conseguenze riguardano il ruolo di Castrovillari e, in prospettiva, l’erogazione dei servizi postali nell’intera area settentrionale della Calabria. Gli accordi nazionali non possono, ovviamente, tenere pienamente conto delle specificità e delle esigenze dei singoli territori e nel caso della Calabria, l’accordo sottoscritto a livello nazionale non tutela gli interessi di quest’area”.

L’esclusione dai tavoli e l’appello urgente ai sindaci del Pollino

L’analisi dell’esponente politico mette in luce anche le criticità emerse durante il recente confronto dell’8 ottobre tra le istituzioni locali e i vertici societari, condotto senza il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali del territorio. Laghi respinge le rassicurazioni fornite dall’azienda sul mantenimento degli orari e del personale agli sportelli, ravvisando nella perdita della sede direzionale un grave danno organizzativo che rischia di penalizzare ulteriormente l’utenza e svuotare di centralità l’intero Pollino.

“L’incontro con i vertici di Poste Italiane dell’8 ottobre – afferma ancora il consigliere regionale – si è svolto senza la partecipazione della CGIL locale, non invitata, come gli altri sindacati, malgrado ne avessi personalmente caldeggiato la presenza. Né ci si può dimenticare del fatto che anche l’UGL, durante il consiglio comunale aperto del 28 settembre scorso, aveva lanciato l’allarme sulla Filiale di Castrovillari, esprimendo critiche puntuali. L’Amministrazione comunale di Castrovillari e i sindaci di Firmo e Mormanno, che invece si sono dichiarati soddisfatti, avrebbero potuto e dovuto prima invitare e poi ascoltare le rappresentanze sindacali nell’incontro con Poste Italiane”.

“Non condivido, dunque, la soddisfazione espressa da altri – rimarca il consigliere regionale – Le garanzie offered da Poste riguardano gli uffici, gli orari e il personale degli sportelli. Resta però senza risposta il problema della perdita del centro direzionale di Castrovillari, in un’area dalla morfologia complessa e dalla viabilità difficile, che avrà come unico riferimento provinciale Cosenza. La perdita di centralità dell’area del Pollino e già ora un danno al nostro territorio e un errore organizzativo, che ho il timore possa ulteriormente aggravarsi in un prossimo futuro con la perdita di servizi per i cittadini. Invito, perciò, l’Amministrazione comunale e i sindaci del comprensorio ad aprire un confronto con le organizzazioni sindacali, così da chiedere a Poste Italiane – conclude Ferdinando Laghi – di convocare un tavolo prima che il piano venga completato. Non dobbiamo lasciare nulla di intentato nella opposizione a iniziative lesive dei diritti e degli interessi dei cittadini”.

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