5 Ottobre 2026
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Scuola e disabilità, l’appello da San Calogero: “Servono insegnanti di sostegno e continuità didattica”

Cosimo Limardo e Giuseppina Gaglianò chiedono interventi urgenti alle istituzioni nazionali per garantire il diritto allo studio e l'assistenza sanitaria agli alunni fragili

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Garantire il diritto allo studio per gli studenti con disabilità e mettere fine al continuo avvicendamento del personale docente. È questo il senso dell’accorato appello rivolto alle istituzioni nazionali da Cosimo Limardo, vicepresidente e segretario nazionale del dipartimento Diversamente Abili di Unione nazionale italiana e presidente dell’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere”, insieme a Giuseppina Gaglianò, dirigente Disabilità e Femminile per la Calabria.
Una presa di posizione netta che parte dal territorio vibonese per accendere i riflettori su una criticità diffusa che penalizza molte famiglie.

La situazione a San Calogero e le carenze di personale specializzato

La denuncia nasce direttamente da una realtà locale che riflette un’emergenza ben più ampia e complessa.
“Scriviamo da San Calogero, in provincia di Vibo Valentia, dove ci sono ragazzi diversamente abili che vanno a scuola senza maestri di sostegno ma che hanno bisogno di assistenza perché devono avere il diritto di andare a scuola come tutti ma mancano infermieri per accudire certe disabilità”, denunciano Limardo e Gaglianò. La carenza di figure professionali dedicate rischia infatti di compromettere non solo il percorso formativo, ma anche la presenza in aula in condizioni di piena sicurezza.

L’impatto emotivo della mancata continuità didattica

Un altro elemento centrale sottolineato dai due rappresentanti riguarda la stabilità del corpo docente nel corso degli anni scolastici. Il continuo cambio degli insegnanti penalizza pesantemente l’equilibrio dei bambini, creando disorientamento e ostacolando i legami di fiducia indispensabili per l’apprendimento.
“Un insegnante non deve cambiare scuola ogni anno perché i bambini piccoli si affezionano e quando non vedono più la loro insegnante non vogliono più andare a scuola”, affermano Limardo e Gaglianò, chiedendo soluzioni strutturali per tutelare la serenità degli alunni e il diritto all’istruzione.

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