La Chiesa di Crotone scende in campo a sostegno del comparto agricolo, travolto dall’impennata dei costi energetici e delle materie prime. L’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Crotone Santa Severina ha espresso profonda vicinanza e sincera solidarietà ai lavoratori che in queste ore stanno manifestando nella città pitagorica e in diverse altre località della Calabria. La posizione della comunità ecclesiale è chiara e riafferma un principio fondamentale, ricordando che “non vi può essere giustizia sociale senza il rispetto e la tutela di chi lavora”.
Un’emergenza economica che colpisce l’intera collettività
Il documento diffuso dalla curia analizza le radici di una mobilitazione che va ben oltre la singola vertenza categoriale. La protesta mette in luce “una situazione di sofferenza diffusa che investe le fondamenta stesse dell’economia locale”, alimentata dal forte e incontrollato aumento del costo dei carburanti e dall’impennata generale dei prezzi di produzione.
Questa congiuntura negativa sta mettendo in ginocchio centinaia di famiglie e piccole imprese agricole, già provate da anni di fragilità strutturali. Secondo l’insegnamento sociale della Chiesa, il settore primario svolge un ruolo insostituibile, poiché “l’agricoltura non rappresenta un semplice settore economico, ma un presidio di custodia della terra, di dignità del lavoro e di sicurezza alimentare per la collettività”.
Per questa ragione, il peso insostenibile di questi rincari finirà per ripercuotersi sull’intera popolazione, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e accentuando le disuguaglianze sociali del territorio.
L’appello alle istituzioni per un tavolo di confronto urgente
Oltre alla vicinanza spirituale e morale, la Chiesa crotonese sollecita interventi immediati da parte della politica a tutti i livelli. L’Ufficio pastorale rivolge un accorato appello alle istituzioni locali, regionali e nazionali affinché si apra tempestivamente un tavolo di confronto costruttivo con i rappresentanti della categoria.
È ritenuto urgente e indifferibile “individuare misure concrete di sostegno e interventi calmieranti che possano restituire ossigeno al comparto e dignità a chi, ogni giorno, lavora la terra per garantire il sostentamento di tutti”.














