Il volto di Giorgio Gorgone racconta meglio delle parole l’amarezza del Catanzaro. Al “Menti” i giallorossi hanno accarezzato per due volte la possibilità di cominciare il campionato con una vittoria, ma sono tornati a casa senza punti. Prima la magia di D’Alessandro, poi il guizzo di Verrengia: due vantaggi cancellati dal Vicenza, capace di completare la rimonta con il gol di Morra allo scadere.
Il 3-2 incassato nella prima giornata di Serie B lascia rimpianti e interrogativi. Il Catanzaro ha mostrato qualità per buona parte del primo tempo, ma nella ripresa ha progressivamente rinunciato a giocare, abbassando il baricentro e consegnando campo e iniziativa ai padroni di casa. Ed è proprio da qui che parte l’analisi, lucida e senza sconti, dell’allenatore giallorosso.
“Avevamo la partita in mano, dovevamo essere più spietati”
Gorgone salva l’approccio e la prima parte della gara, ma non nasconde il primo grande rimpianto: non avere sfruttato il momento migliore. “Di buono porto a casa il primo tempo, dove dovevamo essere più spietati. Nel momento in cui avevamo il pallino del gioco, avevamo la partita in mano e dovevamo cercare di fare il secondo gol”.
Il Catanzaro era riuscito a mettere in difficoltà il Vicenza attraverso il palleggio e le accelerazioni offensive, trovando il vantaggio con una splendida conclusione di D’Alessandro. La squadra, però, non ha saputo trasformare quella superiorità in un margine più consistente. Un limite pagato caro quando la partita ha cambiato volto.
Il blackout nella ripresa: “Non abbiamo più giocato”
Il passaggio decisivo arriva nel secondo tempo. Il Catanzaro perde metri, rinuncia alla pressione e permette al Vicenza di riversarsi stabilmente nella metà campo giallorossa. “C’è stato un quarto d’ora, venti minuti del secondo tempo in cui abbiamo fatto fatica, non abbiamo più giocato e ci siamo abbassati troppo”, ammette Gorgone. Non è stata soltanto una questione fisica. A pesare è stata soprattutto la gestione dei momenti della partita. Quando il Vicenza ha aumentato ritmo e intensità, il Catanzaro non è riuscito a interromperne l’inerzia, finendo per difendersi sempre più vicino alla propria area. “Bisogna lavorare, lavorare con tanti ragazzi nuovi che sono arrivati e alzare anche un po’ la condizione dei singoli”, spiega il tecnico.
Tre gol da palla inattiva, il dato che preoccupa
Il vero campanello d’allarme arriva dalle modalità con cui sono maturate le tre reti del Vicenza. Tutte da situazioni che il Catanzaro avrebbe potuto leggere e difendere meglio. “È un peccato perché abbiamo preso tre gol su palla inattiva: due su calcio d’angolo e uno su fallo laterale. Dobbiamo lavorare tanto”.
Un dato che fotografa le difficoltà di una squadra ancora alla ricerca dei propri automatismi. I giallorossi hanno pagato disattenzioni, marcature troppo leggere e una sofferenza evidente sui palloni laterali. Errori che hanno vanificato quanto di buono costruito in fase offensiva.
Meno aggressivi rispetto alla Coppa Italia
Gorgone respinge l’idea che il Catanzaro abbia esaurito le energie a causa di un pressing troppo dispendioso. Al contrario, rispetto alla gara di Coppa Italia contro il Südtirol, l’allenatore ha visto una squadra meno aggressiva. “Oggi il pressing non l’abbiamo fatto neanche in modo insistente. In Coppa Italia eravamo stati molto più arrembanti, andavamo alti a prenderli. Oggi abbiamo aspettato un po’ di più e ci siamo abbassati”.
Una scelta che ha consentito al Vicenza di prendere fiducia, alzare il proprio raggio d’azione e moltiplicare i cross verso l’area giallorossa. “Sono stati bravi loro. L’inerzia della partita li ha portati a giocare tanti palloni e tanti cross laterali e abbiamo sofferto su questo. Forse avremmo dovuto essere più aggressivi, invece di aspettarli troppo, visto anche l’esito della fase centrale del secondo tempo”.
Koffi promosso: “Ha tenuto palla e dato forza”
Tra le poche note positive della serata c’è la prestazione di Koffi, chiamato a sostenere il peso dell’attacco in una fase nella quale il Catanzaro deve ancora completare il reparto. “Ha fatto una buona partita, ha tenuto palla, ha avuto forza”, sottolinea Gorgone. Una prova incoraggiante per un calciatore che nella passata stagione aveva trovato poco spazio e che, in questo avvio, può diventare una soluzione importante. Ma il rendimento dei singoli non basta a cancellare le fragilità collettive emerse nella ripresa.
“Squadra rivoluzionata, ma non cerco alibi”
Il Catanzaro è ancora un cantiere aperto. Sono arrivati molti giocatori nuovi e servirà tempo per costruire intese, condizione e identità. Gorgone, però, non intende trasformare il rinnovamento della rosa in una giustificazione. “È una squadra abbastanza rivoluzionata, però dobbiamo capire subito qual è il nostro percorso. Non cerco alibi. Abbiamo le nostre qualità e dobbiamo metterle in campo, come abbiamo fatto per lunghi tratti del primo tempo. Dobbiamo poi tenere botta quando le squadre avversarie prendono un po’ di campo”.











