Il Catanzaro si illude due volte e due volte si fa riprendere, fino a consegnare al Vicenza una partita che per oltre un tempo sembrava avere saldamente tra le mani. Al “Menti” finisce 3-2 per i biancorossi, risultato amaro per le Aquile e soprattutto fotografia abbastanza nitida di ciò che Giorgio Gorgone dovrà sistemare in fretta: la sua squadra sa giocare, ha qualità dalla metà campo in su, ma quando viene attaccata con continuità balla troppo.
Il debutto in Serie B, obbligatoriamente lontano dal Ceravolo ancora interessato dai lavori, lascia così un retrogusto pesante. Non bastano la perla di D’Alessandro, il guizzo di Verrengia e soprattutto un Pigliacelli formato saracinesca, capace nella ripresa di tenere in piedi quasi da solo un Catanzaro progressivamente schiacciato nella propria metà campo. Senza Pafundi, fermo ai box, e senza l’ultimo arrivato Pecorino, Gorgone torna dalla prima trasferta della stagione con zero punti e una certezza: davanti il Catanzaro può fare male, ma dietro c’è ancora parecchio da registrare.
D’Alessandro si traveste da Del Piero
L’avvio, in realtà, racconta tutt’altra partita. Il Catanzaro entra in campo senza timori e dopo appena due minuti è Iemmello a provarci dai sedici metri, trovando la risposta di Gagno. I giallorossi tengono il pallone, fanno correre gli avversari e sembrano avere idee più chiare. Poi, al 18’, arriva la giocata che accende la serata. D’Alessandro riceve, sistema il pallone e disegna con il destro una traiettoria meravigliosa sul secondo palo. Un tiro a giro che per un istante fa pensare alle conclusioni diventate marchio di fabbrica di Alessandro Del Piero. Gagno può soltanto guardare. È lo 0-1, meritato per quanto visto fino a quel momento.
Il Catanzaro prende fiducia. Iemmello si muove praticamente a tutto campo, viene incontro, detta il passaggio, apre sugli esterni e permette alla squadra di respirare. Anche l’ingresso nel settore ospiti dei tifosi giallorossi, arrivati poco prima della mezz’ora, alza ulteriormente i decibel di una serata che sembra mettersi bene. Ma sotto la superficie qualcosa comincia a scricchiolare.
Il primo campanello d’allarme arriva da corner
Il Vicenza capisce che può fare male soprattutto quando riesce ad allargare il gioco. Moncini prende progressivamente le misure alla retroguardia e al 35’ prova di testa sulla palla morbida di Leverbe, trovando Pigliacelli. Tre minuti dopo Costa mette dentro un pallone velenoso e il Catanzaro si salva in angolo. È il preludio al pareggio. Al 39’ proprio Costa pennella dalla bandierina e Cuomo prende il tempo alla difesa giallorossa, battendo Pigliacelli con un preciso colpo di testa. Uno a uno. È il primo segnale serio di una fragilità destinata a diventare il tema dominante della partita. Il Catanzaro aveva controllato bene il match fino a quel momento, ma basta un pallone inattivo per mandare in crisi le marcature. Si va all’intervallo in parità, dopo un primo tempo complessivamente equilibrato ma nel quale le Aquile avevano lasciato intravedere una maggiore qualità nella costruzione.
Verrengia gela ancora il Menti
Il secondo tempo comincia quasi come il primo. Il Catanzaro prova a giocare e al 50’ costruisce una bella azione che porta Mosti alla conclusione: Gagno devia in angolo. E proprio dalla bandierina nasce il nuovo vantaggio. Chi di corner ferisce, di corner perisce. Sul pallone messo in mezzo, Antonini spizza di testa e Verrengia è il più rapido di tutti sotto porta: tocco vincente e 2-1 Catanzaro al 51’. Il settore ospiti esplode ancora. Le Aquile sono nuovamente avanti e potrebbero provare a congelare la partita.Accade esattamente il contrario. Da quel momento il Vicenza cambia ritmo e il Catanzaro comincia progressivamente a perdere metri.
Palo, Pigliacelli e assedio Vicenza
Il primo segnale arriva al 58’, quando Pellizzari centra il palo sugli sviluppi di un’azione costruita da Moncini. È un avvertimento enorme, ma la squadra di Gorgone non riesce ad abbassare i giri della partita. Gallo cambia il Vicenza e dalla panchina pesca le carte decisive. Entrano Zonta e Pietrelli, mentre più avanti toccherà anche a Corazza e Morra. Il Catanzaro invece arretra. Al 64’ ancora Pellizzari trova una conclusione pericolosa e Pigliacelli risponde con una grande parata. Tre minuti più tardi il portiere giallorosso deve inventarsi un altro intervento d’istinto sul colpo di testa ravvicinato di Valoti. È ormai un assedio. Le Aquile provano ad alleggerire la pressione in contropiede. Al 76’ Alesi accelera e serve Koffi, che con una finta si apre lo spazio per il tiro sul primo palo, ma la conclusione termina fuori. È praticamente l’ultimo squillo.
I cambi del Vicenza decidono la partita
Gallo continua a pescare dalla panchina, Gorgone prova a rispondere. Ma il peso dei cambi sarà completamente diverso. All’80’ arriva il pareggio. E ancora una volta il Catanzaro viene punito nel gioco aereo: Pietrelli, appena entrato, colpisce di testa e firma il 2-2. Un’altra palla alta, un’altra marcatura persa, un altro gol subito. Gorgone prova allora a cambiare faccia alla squadra con il triplo ingresso di Arditi, Di Francesco e Giovane per Koffi, Mosti e Alesi. Ma il Vicenza ormai sente di avere la partita in pugno. Il Catanzaro è lungo, stanco e soprattutto insicuro. Al minuto 89 arriva la sentenza. Morra, anche lui partito dalla panchina, trova il diagonale che attraversa l’area e batte Pigliacelli. 3-2. Il Menti esplode. Il Catanzaro resta immobile.
Una sconfitta che pesa soprattutto per come è arrivata
Perdere a Vicenza alla prima giornata può starci. Farlo dopo essere stati due volte in vantaggio lascia invece qualcosa in più su cui riflettere.Il Catanzaro ha mostrato lampi di qualità. Il gol di D’Alessandro è un manifesto tecnico, Iemmello ha dato ordine e geometrie, Verrengia si è fatto trovare pronto e per lunghi tratti la squadra ha dimostrato di poter costruire calcio. Il problema è tutto ciò che è successo quando il Vicenza ha alzato la pressione. Un palo, almeno tre interventi decisivi di Pigliacelli, due gol subiti di testa sugli sviluppi di palla inattiva e il diagonale finale di Morra. Troppo per pensare soltanto a episodi sfavorevoli.
La sensazione è che il Catanzaro debba ancora trovare distanze, protezione e sicurezza nella propria area di rigore. E che Gorgone dovrà lavorarci immediatamente. Il campionato è appena cominciato e le assenze di Pafundi e Pecorino pesano inevitabilmente nelle rotazioni. Ma il primo verdetto della Serie B è già arrivato: questo Catanzaro ha i piedi per fare male agli avversari, però dovrà imparare in fretta a non farsi male da solo. A Vicenza le Aquile erano volate due volte davanti a tutti. Poi, nel momento decisivo, si sono spezzate le ali.











