La scrittrice Alba Carla Laurita de Céspedes y Bertini (Roma, 11/3/1911 – Parigi, 14/11/1997), nel suo celebre romanzo “Nessuno torna indietro” del 1938, rappresenta la Calabria attraverso la figura di Silvia, una delle otto giovani protagoniste ospiti di un rigoroso collegio universitario a Roma. Il personaggio di Silvia incarna la malinconia, il legame profondo con le proprie radici meridionali d’antan e le contraddizioni di una donna divisa fra le aspettative familiari e il desiderio di emancipazione nell’Italia fascista. La Calabria è descritta con toni nostalgici e severi, una terra che segna in modo indelebile il mondo interiore di Silvia.
Dal romanzo al grande schermo
Dal romanzo di Alba de Céspedes fu tratto l’omonimo film drammatico, diretto da Alessandro Blasetti con Doris Duranti, Maria Denis, Maria Mercader, Mariella Lotti e Vittorio De Sica.
Il ritorno di Alba de Céspedes
Oggi le pagine culturali dei quotidiani italiani riparlano di Alba de Céspedes e del citato romanzo “Nessuno torna indietro”. È, questa, l’occasione per rivisitare la figura di una donna che era figlia dell’ambasciatore cubano Carlos Manuel de Céspedes e di madre italiana bilingue (italiano-spagnolo). I fatti in pillole. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la scrittrice fuggì da Roma occupata dai nazisti, raggiungendo l’Abruzzo dove visse nascosta per un periodo, poi attraversò le linee per arrivare a Bari e lì lavorò attivamente a “Radio Bari” come voce della Resistenza con il nome di battaglia di Clorinda.
“Mercurio” e gli intellettuali del dopoguerra
Nel 1944 Alba fondò la rivista letteraria “Mercurio”, che si avvalse fin dalle prime pubblicazioni di autori come Alberto Moravia, Ernest Hemingway, Massimo Bontempelli, Sibilla Aleramo, Corrado Alvaro, Gaetano Salvemini, Giuseppe Saragat. A corredare i testi erano i disegni di Mino Maccari, Toti Scialoja e Renzo Vespignani. Nel dopoguerra la scrittrice ebbe modo di conoscere numerosi esponenti del mondo letterario, da Paola Masino a Anna Banti, Maria Bellonci, Ottiero Ottieri, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Aldo Palazzeschi e Corrado Alvaro. Più tardi le sue frequentazioni letterarie si allargarono a giovani scrittori, tra cui Libero Bigiaretti, Walter Mauro, Luigi Silori.
Il rapporto con Italo Calvino e il legame con Cuba
Alba de Céspedes conobbe anche Italo Calvino (nato a Cuba nel 1923, anche se con i genitori tornò in Italia già l’anno successivo) col quale progettò iniziative per dare vita all’“Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba”: entrambi avevano abitazioni a Roma e a Parigi, dove ogni tanto si frequentavano.
La collaborazione con “Epoca” e la lettera di Enzo Biagi
Alla fine del 1948 “Mercurio” chiuse e nel giugno del 1952 de Céspedes iniziò a collaborare al settimanale Epoca, allora diretto da Bruno Fallaci, curando la rubrica fissa “Dalla parte di lei”, titolo di un suo precedente romanzo. La collaborazione con Epoca proseguì con la rubrica “Diario di una scrittrice”, ma si interruppe bruscamente quando, il 3 marzo 1960, l’allora direttore della rivista Enzo Biagi scrisse alla de Céspedes per comunicarle di aver deciso di sopprimere la rubrica poiché «dai frequenti sondaggi presso i lettori di Epoca è risultato che le rubriche “Dalla parte di lei” e, successivamente, “Diario di una Scrittrice”, non avevano quel seguito che ci auguravamo. Si presenta – continua Biagi – l’urgenza di una trasformazione del giornale […] per poter dedicare maggiore spazio all’attualità […]. Il provvedimento entra in vigore quasi subito; il Suo ultimo articolo “Le verrà regolarmente compensato».











