22 Luglio 2026
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Un’asta per i carcerati e il ricordo dei Maestri: la Camera Penale di Catanzaro tra memoria e solidarietà

Al Beach Club Cala Nisa di Soverato il tradizionale incontro estivo degli avvocati penalisti unisce la presentazione di un volume sui grandi giuristi calabresi al sostegno verso i detenuti indigenti della Casa Circondariale

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Questa sera, alle ore 19.30, al Beach Club Cala Nisa di Soverato, la Camera Penale di Catanzaro celebrerà il tradizionale aperitivo prima della pausa estiva. Un appuntamento fortemente voluto dal Direttivo della Camera Penale di Catanzaro, guidato dal presidente Francesco Iacopino, che negli anni è diventato una tradizione consolidata e un momento atteso di incontro tra gli avvocati penalisti prima della pausa estiva.
Quest’anno, tuttavia, il consueto brindisi assume un significato ancora più profondo, trasformandosi in un’occasione capace di unire memoria, cultura e solidarietà, attraverso due iniziative che raccontano i valori fondanti dell’avvocatura penalista: il legame con le proprie radici e l’attenzione concreta verso le persone più fragili.

La presentazione del libro

Nel corso della serata sarà presentato il volume “I penalisti di ieri nel ricordo dei penalisti di oggi come esempio per i penalisti di domani”, che raccoglie gli interventi del secondo ciclo di incontri dedicato ai Maestri dell’avvocatura penalista calabrese, promosso dalla Camera Penale a distanza di vent’anni dalla prima edizione. Un percorso nato dalla volontà di custodire e tramandare la memoria di quei professionisti che hanno contribuito, con il loro esempio umano e professionale, a costruire la cultura della difesa e del garantismo nel nostro territorio. Il volume rende omaggio agli avvocati Mario Casalinuovo, Bruno Dominijanni, Nino Gimigliano, Giovanni Lepera, Francesco Carlo Parisi, Saverio Pittelli, Giuseppe Seta, Francesco Staiano e Antonio Talerico, penalisti che hanno lasciato un’impronta indelebile nell’avvocatura e nella cultura giuridica calabrese. Un ringraziamento particolare va agli avvocati che hanno dato forma viva a questo percorso: Enzo Ioppoli, che ne è stato l’origine, l’impulso e l’anima, insieme a Nicola Cantàfora, Giuseppe Carvelli, Aldo Casalinuovo, Felice Foresta, Massimo Gimigliano, Emma Izzi, Valerio Murgano e Anselmo Torchia. Grazie al loro impegno, il ricordo dei Maestri si è trasformato in un’eredità attiva, capace di parlare alle nuove generazioni e di indicare un modello di professione fondato su competenza, passione e senso della difesa.

Il momento della solidarietà

Accanto al momento dedicato alla memoria e alla cultura giuridica, la serata sarà caratterizzata da una significativa iniziativa di solidarietà. Verrà infatti organizzata un’asta di beneficenza il cui ricavato sarà destinato ai detenuti indigenti della Casa Circondariale di Catanzaro. L’iniziativa nasce da un gesto di straordinaria umanità compiuto da un detenuto del reparto di alta sicurezza, che ha realizzato una splendida barca a vela interamente con stuzzicadenti e l’ha donata a suor Nicoletta affinché fosse messa all’asta, destinando il ricavato ai detenuti più poveri dell’istituto penitenziario. La Camera Penale ha raccolto con convinzione questo invito, trasformando un momento conviviale in un’occasione concreta di solidarietà e vicinanza verso chi vive una condizione di particolare fragilità. Alla serata prenderanno parte, oltre a suor Nicoletta, anche il vicedirettore della Casa Circondariale di Catanzaro Olga Scivoletto e una delegazione dei ragazzi della Comunità Ministeriale guidata da Massimo Martelli. La loro presenza rappresenta molto più di un gesto simbolico: è il segno concreto di quel ponte che la Camera Penale ritiene fondamentale mantenere vivo tra il mondo dell’esecuzione penale e la società civile. Un dialogo necessario per ribadire che il carcere non può essere un luogo separato dalla comunità, ma deve rimanere parte integrante di essa.

L’impegno della Camera Penale

La Camera Penale di Catanzaro rinnova così il proprio impegno nel promuovere un’idea di giustizia che sappia coniugare memoria e futuro, cultura e responsabilità sociale. Perché la difesa non è soltanto esercizio tecnico della professione, ma anche testimonianza di valori, tutela della dignità della persona e capacità di costruire ponti: tra generazioni di avvocati, tra il mondo della giustizia e la società civile, tra chi vive una condizione di fragilità e una comunità chiamata a non lasciare indietro nessuno.

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