Due giornate segnate da aggressioni, risse e ferimenti nel carcere di Arghillà, a Reggio Calabria, dove otto agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti. A ricostruire gli episodi è il Sappe, che parla di “due giornate di follia” e torna a denunciare le condizioni di sicurezza all’interno della struttura detentiva. Secondo quanto riferito dal sindacato, gli episodi si sarebbero verificati a distanza di due giorni, coinvolgendo diversi detenuti e gli operatori intervenuti per riportare la situazione sotto controllo. Il bilancio complessivo è di otto poliziotti penitenziari feriti, mentre il sindacato sollecita misure urgenti per impedire il ripetersi di nuove violenze.
La prima aggressione dopo una richiesta di videochiamata
Stando alla ricostruzione fornita da Franco Denisi, segretario provinciale del Sappe a Reggio Calabria, e Giusy Scordo, delegata sindacale di Arghillà, la prima sequenza di violenze sarebbe iniziata quando un detenuto ha chiesto di effettuare una videochiamata. La chiamata, secondo quanto riferito dal sindacato, non sarebbe stata possibile in quel momento per motivi burocratici. La situazione sarebbe quindi degenerata, con il detenuto che avrebbe aggredito un agente della Polizia penitenziaria. L’episodio avrebbe innescato una reazione da parte di altri reclusi, dando origine a una violenta lite. Il detenuto indicato come autore della prima aggressione sarebbe stato successivamente trasferito in un’altra sezione, dove si sarebbe verificata un’ulteriore colluttazione con altri detenuti.
Bastoni e nuove colluttazioni: diversi agenti feriti
Nel corso degli scontri, riferisce il Sappe, un agente sarebbe stato colpito alla testa con un bastone. Le violenze sarebbero poi proseguite con una rissa tra detenuti, durante la quale sarebbero stati utilizzati altri oggetti contundenti. Altri tre poliziotti sarebbero rimasti feriti, uno dei quali colpito alla nuca. Un ulteriore episodio avrebbe coinvolto le chiavi di una sezione detentiva. Secondo il sindacato, un detenuto sarebbe riuscito a sottrarle a un agente, mentre alcuni reclusi avrebbero manifestato l’intenzione di raggiungere e aggredire il detenuto ritenuto responsabile della rissa del giorno precedente.
L’intervento del personale penitenziario avrebbe consentito di recuperare le chiavi, ma la situazione sarebbe nuovamente degenerata. Un agente sarebbe stato afferrato per il collo e sollevato da terra, mentre un altro sarebbe stato colpito violentemente. Anche altri due poliziotti intervenuti sarebbero stati aggrediti. Il bilancio complessivo comunicato dal Sappe è di otto agenti feriti nelle due giornate di violenza.
Il Sappe: «Ad Arghillà serve il Gruppo di intervento operativo»
Durissime le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale, che attribuiscono il ripetersi degli episodi a una gestione che giudicano inadeguata e a una mancata adozione di misure concrete per prevenire nuove aggressioni. “Il fatto che questi episodi siano avvenuti a distanza di due giorni è il segno evidente di una pessima gestione e di una assoluta disattenzione dell’amministrazione che non ha messo in atto iniziative concrete, per scongiurare il ripetersi degli episodi di violenza che, ormai, nel carcere di Arghillà sono quotidiani”, affermano i due esponenti del sindacato.
Il Sappe chiede quindi l’invio ad Arghillà del Gruppo di intervento operativo, con l’obiettivo dichiarato di ripristinare le condizioni ordinarie di sicurezza e legalità all’interno dell’istituto penitenziario. La richiesta si inserisce nella denuncia del sindacato sulle difficoltà operative affrontate dal personale, chiamato a intervenire in situazioni di tensione e a garantire la sicurezza degli operatori e delle persone detenute.














