11 Settembre 2026
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Inchiesta sul Comune di Carolei, la Procura chiede il carcere per il sindaco: Iannucci si dimette e lascia anche la maggioranza

Il primo cittadino è indagato per alterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. Nel mirino della Procura di Cosenza la presunta immissione nella rete comunale di acqua ritenuta non potabile. Chieste misure cautelari per otto persone

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Un’inchiesta giudiziaria che travolge anche gli equilibri politici del Comune. A Carolei, nel Cosentino, la Procura della Repubblica di Cosenza ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il sindaco Francesco Iannucci, indagato nell’ambito di un procedimento che ruota attorno alla gestione dell’acqua pubblica e ad alcune procedure amministrative.

Le ipotesi di reato contestate al primo cittadino sono alterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. La richiesta della Procura non è stata ancora valutata definitivamente dal giudice: prima della decisione sulle misure cautelari, gli indagati dovranno essere ascoltati nell’interrogatorio preventivo previsto dalla nuova disciplina. Ma l’effetto politico dell’inchiesta è già arrivato. Dopo la richiesta avanzata dai magistrati, Iannucci ha rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco. Una scelta alla quale hanno fatto seguito, in segno di protesta, quelle dei componenti della Giunta e della maggioranza consiliare, aprendo una fase di forte incertezza per l’amministrazione comunale.

L’inchiesta partita nel 2024 e l’acqua immessa nella rete

L’indagine era stata avviata nel 2024, dopo gli accertamenti condotti dal Comando Unità forestali dei Carabinieri. Uno dei principali filoni investigativi riguarda la presunta immissione nella rete idrica comunale di acqua ritenuta non potabile, proveniente da una sorgente del territorio. Secondo l’ipotesi degli investigatori, quella risorsa sarebbe stata utilizzata per fronteggiare una situazione di emergenza idrica. È uno dei punti centrali dell’indagine e sarà adesso oggetto del confronto davanti al giudice, chiamato a valutare la consistenza degli elementi raccolti dalla Procura e le ragioni delle difese.

Appalti e servizi cimiteriali nel mirino degli inquirenti

L’inchiesta, però, non si limita alla gestione dell’approvvigionamento idrico. Gli investigatori stanno verificando anche presunte irregolarità nella gestione di alcuni appalti pubblici e dei servizi cimiteriali del Comune. Sono complessivamente otto le persone per le quali la Procura di Cosenza ha chiesto l’applicazione di misure cautelari. Oltre al sindaco Iannucci risultano coinvolti nella richiesta il vicesindaco, un dirigente comunale, un addetto alla manutenzione dell’impianto idrico e quattro imprenditori. Si tratta, allo stato, di contestazioni formulate nell’ambito di un procedimento ancora nella fase cautelare e sulle quali dovrà pronunciarsi il giudice.

Lunedì gli interrogatori davanti al gip

Il passaggio decisivo è fissato per lunedì 14 settembre, quando Iannucci e gli altri indagati dovranno comparire davanti al gip del Tribunale di Cosenza Claudia Pingitore. Sarà l’interrogatorio preventivo a precedere ogni eventuale decisione sulle misure cautelari richieste dalla Procura. Gli indagati avranno quindi la possibilità di fornire la propria versione dei fatti e di rispondere alle contestazioni. Solo dopo le audizioni il gip valuterà il quadro indiziario, le esigenze cautelari prospettate dall’accusa e gli argomenti delle difese, decidendo se accogliere, respingere o eventualmente rimodulare le richieste avanzate dai magistrati.

La difesa del sindaco: “Ha fatto tutto nell’interesse della comunità”

La difesa di Iannucci respinge l’impostazione accusatoria e sostiene che l’operato del sindaco sia stato determinato esclusivamente dalla necessità di tutelare la popolazione. “Il mio assistito ha fatto tutto nell’interesse della comunità e non aveva nessun interesse ad inquinare delle acque che utilizza anche lui e la sua famiglia, considerato che vivono a Carolei“, ha dichiarato l’avvocato Francesco Calabrò. Il legale contesta anche l’esistenza di un effettivo pericolo sanitario legato all’acqua utilizzata: “Dimostreremo che il pericolo di inquinamento non c’era, tant’è che in due anni non c’è stata alcuna epidemia, ma ne discuteremo nelle sedi opportune“.

Il terremoto politico dopo l’inchiesta

Se sul piano giudiziario tutto resta ancora affidato alla valutazione del gip, sul fronte politico le conseguenze sono già pesanti. Le dimissioni del sindaco, seguite da quelle della Giunta e della maggioranza consiliare, hanno aperto una crisi destinata a incidere sul futuro immediato del Comune. Carolei attende dunque due risposte. La prima arriverà dalle aule del Tribunale di Cosenza, dove si deciderà sulle richieste cautelari avanzate dalla Procura. La seconda riguarda il destino dell’amministrazione comunale, investita da una vicenda giudiziaria che in poche ore ha provocato un vero e proprio terremoto politico.

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