20 Ottobre 2026
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Caro vita, l’appello di una bimba calabrese di 9 anni a Giorgia Meloni: “Non voglio avere paura del domani”

Da Isola Capo Rizzuto la richiesta di ascoltare le famiglie schiacciate dalle spese. Nel video raccolto da Lino Polimeni, la bambina racconta le preoccupazioni dei grandi: “Nessuno deve scegliere se comprare da mangiare o pagare le bollette”

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Anna ha nove anni e il futuro comincia già a farle paura. Sente parlare di bollette, della spesa che costa troppo, dei soldi che finiscono prima del mese. Discorsi dei grandi che arrivano anche a lei, tra la scuola, i giochi e le amichette. Da Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, ha rivolto un appello alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Non voglio avere paura del domani. Voglio soltanto fare la bambina”.

La sua voce trova spazio nel racconto di Lino Polimeni, tra le donne e le famiglie che partecipano alla mobilitazione contro il caro vita e il caro gasolio. A Sant’Anna, terminato il collegamento con “L’aria che tira”, su La7, il conduttore raccoglie altre testimonianze. Accanto a lui ci sono madri, lavoratrici, donne impegnate nelle imprese di famiglia. E c’è Anna, con i genitori.

La tavola di Angelina: diciannove persone per dividere le spese

Tra le storie raccontate c’è quella di Angelina Nicastro, che cucina per diciannove persone, riunendo figli e nipoti per mangiare insieme e risparmiare. Una famiglia che prova a sostenersi dividendo anche il costo del pranzo e della cena. “Il costo della vita è altissimo”, dice davanti alla telecamera. Poi ricorre a una battuta: “A volte il frigorifero mi dice: chiudimi che ho freddo”. E ne spiega subito il significato: “Abbiamo comprato il frigorifero grande ma è vuoto”. Anche Anna richiama questa storia nella lettera a Meloni. Diciannove persone a tavola diventano, nel suo racconto, la misura concreta delle difficoltà che vede intorno a sé.

Il messaggio al futuro: “Nessuno debba scegliere tra cibo e bollette”

Nel filmato raccolto da Polimeni, Anna legge un messaggio che si apre con “Caro futuro”. La bambina parla delle preoccupazioni ascoltate in casa: il prezzo della spesa, il gasolio necessario per lavorare, le difficoltà nel curarsi. Poi esprime un desiderio: “Io vorrei solo che il futuro fosse un posto dove nessuno deve scegliere se comprare da mangiare o pagare le bollette”. Chiede che i bambini del Sud possano crescere senza portare sulle spalle i problemi degli adulti. E immagina un mondo in cui chi lavora possa vivere tranquillo e la salute sia un diritto accessibile a tutti. Nella lettera a Meloni, l’interlocutrice è precisa. Anna chiede a Giorgia Meloni di venire in Calabria, ascoltare le famiglie e spiegare quali aiuti concreti siano possibili.

La lettera integrale a Giorgia Meloni

“Cara Presidente Giorgia Meloni, mi chiamo Anna, ho 9 anni e vivo a Isola Capo Rizzuto, in Calabria. Sono ancora una bambina, dovrei pensare soltanto alla scuola, ai giochi, alle mie amichette e ai miei sogni. Invece sento parlare continuamente di soldi che non bastano, di bollette, di spesa e di famiglie che fanno sacrifici per arrivare alla fine del mese. E tutto questo mi fa paura.
Qui conosco la storia di una mamma, Angelina Nicastro, che cucina per ben 19 persone, riunendo figli e nipoti sotto lo stesso tetto per mangiare tutti insieme e risparmiare. Diciannove persone, Presidente! Una famiglia che cerca di aiutarsi, perché oggi anche mettere il pranzo e la cena in tavola è diventato difficile.

Io ho soltanto 9 anni, ma certe cose le capisco. Vedo le preoccupazioni dei grandi, ascolto i loro discorsi e mi domando: quando sarò grande, che futuro mi aspetta? Cara Presidente, io non conosco bene la politica. Non so cosa siano le leggi, i bilanci dello Stato o le promesse elettorali. Però una cosa la so: nessun bambino dovrebbe crescere con la paura che alla propria famiglia possano mancare i soldi per vivere dignitosamente. Vorrei che venisse qui, in Calabria, ad ascoltare le mamme, i papà, i nonni, gli agricoltori e gli autotrasportatori che lavorano e fanno sacrifici ogni giorno.

Vorrei capire cosa si può fare concretamente per aiutare queste famiglie. Presidente Meloni, io non le chiedo giocattoli o regali. Le chiedo soltanto di ascoltarci. Perché noi bambini abbiamo diritto a crescere sereni, a studiare, a giocare e soprattutto a sognare un futuro migliore. Non voglio avere paura del domani. Voglio soltanto fare la bambina. Con rispetto e con la speranza di essere ascoltata. Anna, 9 anni”.

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