16 Settembre 2026
16 Settembre 2026
spot_img

L’allarme di Confesercenti in Calabria: piccole imprese e famiglie sull’orlo del baratro per il caro energia

L'associazione di lancia il grido d'aiuto e chiede l'intervento urgente della Regione: servono liquidità straordinaria tramite Fincalabra e tagli ai tassi d'interesse per evitare il tracollo economico

spot_img
spot_img

Il tessuto economico calabrese rischia di non reggere l’urto della nuova crisi energetica e dell’inflazione galoppante. Se le tensioni internazionali dovessero proseguire e i costi delle forniture restare agli attuali livelli, le conseguenze sul territorio potrebbero rivelarsi devastanti.
A lanciare l’allarme è la nota ufficiale di Confesercenti Calabria, che chiarisce come “se le tensioni internazionali dovessero proseguire e i prezzi dell’energia restassero sugli attuali livelli i rincari rischiano di trasferirsi progressivamente su trasporti, forniture, prezzi dei beni e, infine, consumi. In Calabria l’effetto può essere più pesante, perché si innesta su un tessuto economico composto soprattutto da micro e piccole imprese, con margini finanziari spesso più limitati”.

L’effetto domino sui costi di produzione e la stangata sulle bollette

A soffrire maggiormente è l’intero sistema dei trasporti e della logistica locale.
“In molte aree della Calabria l’auto non è una scelta, ma una necessità”, afferma con decisione il presidente di Confesercenti Calabria Claudio Aloisio, evidenziando come l’aumento dei carburanti colpisca spese non comprimibili per i cittadini e le attività.
La vera minaccia risiede infatti nelle ripercussioni a catena, dato che “è l’effetto domino” a generare l’impatto peggiore sulle aziende regionali. Aloisio spiega come “il rincaro entra nel camion che trasporta la merce, nei costi di produzione, nelle bollette. E prima o poi una parte di quel costo arriva sullo scontrino”.
A dimostrazione di quanto la situazione sia critica, uno studio condotto da Confesercenti nazionale insieme al Gruppo Innova rivela che, tra giugno e agosto, le imprese italiane del settore commercio, ristorazione e ricettività hanno subito circa 870 milioni di euro di maggiori costi energetici. Soltanto per l’energia elettrica si stimano circa 4.000 euro di stangata in più per un albergo di 45 camere e 1.000 euro aggiuntivi per un ristorante.

Le famiglie calabresi tra le più povere d’Italia e il rischio di crollo dei consumi

Le attività commerciali si trovano oggi di fronte a un vicolo cieco: da una parte ci sono i bilanci in rosso, dall’altra l’impossibilità di ritoccare al rialzo i prezzi senza perdere clientela.
“Per molte attività la difficoltà non è soltanto difendere margini già ridotti. Se questi livelli di costo dovessero protrarsi diventerebbe sempre più difficile assorbirli senza aumentare i prezzi. Ma trasferire integralmente i rincari sui clienti può essere altrettanto rischioso: in un mercato con una capacità di spesa limitata, prezzi troppo elevati possono ridurre la domanda e rendere meno competitive le stesse imprese”.
La situazione appare ancora più complessa se si analizza il budget dei cittadini: la spesa media mensile delle famiglie calabresi ammonta a circa 2.075 euro, ponendosi tra le più basse dell’intero Paese. Di questo importo, ben il 28,2% viene prosciugato dall’acquisto di beni essenziali come alimentari e bevande, a fronte di una media nazionale del 19,3%.
“Quando una quota così elevata della spesa è già destinata ai consumi essenziali, ogni rincaro lascia meno spazio a ciò che può essere rinviato”, continua Aloisio. Il quadro complessivo rischia quindi di innescare una spirale recessiva in cui “si incrociano due dinamiche particolarmente preoccupanti: le imprese sostengono oneri crescenti mentre le famiglie, colpite dagli stessi aumenti, hanno meno reddito disponibile da spendere. Per commercio, ristorazione e servizi significa subire contemporaneamente una pressione sui costi e una possibile contrazione della domanda”.

Il piano di emergenza in quattro punti proposto alla Regione Calabria

Di fronte a questa emergenza strutturale, l’associazione di categoria si è rivolta direttamente alle istituzioni regionali avanzando precise richieste operative per salvare il tessuto produttivo.
In primis, si chiede l’attivazione immediata di una linea straordinaria di liquidità a tasso agevolato tramite Fincalabra, destinata alle micro e piccole imprese per sostenere il capitale circolante, le forniture e i costi energetici. A questa misura deve affiancarsi un meccanismo temporaneo di abbattimento degli interessi per attenuare il peso del credito sulle realtà più piccole.
Tra le altre priorità indicate figurano anche il rafforzamento e la semplificazione del fondo Feeri, introducendo una corsia preferenziale specifica per commercio, turismo, ristorazione e servizi allo scopo di ridurre i consumi energetici in via strutturale. Infine, Confesercenti sollecita la costituzione urgente di un tavolo permanente regionale su energia, credito, consumi e competitività che unisca la Regione Calabria, le associazioni di categoria, Fincalabra e il sistema bancario per definire interventi proattivi e di programmazione a tutela del mercato locale.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img
spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor