Maria Luce, la bambina di quasi sei anni, unica sopravvissuta alla tragedia avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 aprile a Catanzaro — dove la madre si è gettata dal balcone insieme ai tre figli, uccidendo sul colpo i due più piccoli — è arrivata all’Istituto Giannina Gaslini di Genova alle due di notte, a bordo di un volo militare del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, predisposto dalla Prefettura di Catanzaro. A bordo dell’aereo anche il padre della bambina, che ha voluto seguire la figlia nel trasferimento. La piccola è attualmente ricoverata in terapia intensiva in prognosi riservata.
“Stabilizzata in modo ottimale”: il lavoro dei medici di Catanzaro
Il trasferimento è stato reso possibile dal lavoro dell’équipe dell’ospedale calabrese, che ha eseguito tempestivamente le manovre salvavita necessarie a contenere le gravissime lesioni riportate dalla bambina. A raggiungere Catanzaro per prendere in carico la piccola è stato il professor Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Terapia Intensiva del Gaslini, accompagnato da un’infermiera della terapia intensiva. “È stata fondamentale la collaborazione con i medici di Catanzaro”, ha dichiarato Moscatelli, “così come l’intervento del 31° Stormo che ci ha consentito il trasporto”.
Al Gaslini “le massime potenzialità di recupero”
Una volta a Genova, la bambina è stata sottoposta a monitoraggi neurologici sofisticati. «Le lesioni sono importanti», ha spiegato Moscatelli. “Il trasferimento in un ospedale pediatrico di terzo livello come il Gaslini è finalizzato a dare alla bambina le massime potenzialità di recupero, soprattutto dal punto di vista neurologico”. Sulle prospettive cliniche, il professore ha mantenuto la dovuta cautela: «Sarebbe sciocco fare previsioni. Quello che possiamo fare è mantenere condizioni ottimali perché lei possa recuperare. Questo è l’obiettivo che stiamo perseguendo».
Occhiuto aggiornato, la Regione Liguria: “Non abbiamo dubbi sul Gaslini“
La vicenda ha coinvolto direttamente le istituzioni regionali di entrambe le regioni. L’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, presente al Gaslini all’arrivo della bambina, ha riferito di aver aggiornato telefonicamente il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto nel corso della mattinata. “La Regione Calabria aveva già avviato un rapporto diretto col Gaslini”, ha precisato Nicolò. “Hanno fatto un ottimo lavoro a Catanzaro, stabilizzando la bimba in modo ottimale. Ora tocca al Gaslini e non abbiamo dubbi che questo ospedale metterà a disposizione tutte le migliori tecnologie e terapie”.
Il monito dei medici: “Alta attenzione sulla depressione post partum”
A margine delle dichiarazioni cliniche, il professor Moscatelli ha lanciato un appello più ampio sulla salute mentale materna. “La depressione post partum è un problema su cui dobbiamo mantenere un’attenzione molto alta”, ha detto. “I segnali di disagio sono molto sottili e molto difficili da percepire, e talvolta possono sfociare in casi di questo tipo”. Il medico ha poi aggiunto: “Non sappiamo quali siano state le motivazioni che hanno spinto la mamma a questo gesto. Questa famiglia è una famiglia molto unita e solida — e anche in un contesto così solido queste cose purtroppo possono succedere”.






