25 Settembre 2026
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Il giudice censura la condotta antisindacale dell’Asp di Catanzaro, ma la Cisl Medici annuncia opposizione

Nel mirino la graduazione unilaterale di otto strutture. Il sindacato contesta anche il decreto e accusa l’ex commissario Battistini: "Serve chiarezza sulla gestione dell'Azienda"

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“Con decreto del 18 settembre 2026, nel procedimento promosso dalla CISL MEDICI, difesa dall’Avv. Alessandra Lazzaro, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Catanzaro ha censurato l’Asp di Catanzaro per la condotta antisindacale tenuta in merito all’adozione della delibera n. 375 del 18.03.2026 relativamente al contenuto di cui all’art. 24 dell’atto aziendale con cui si è disposto la graduazione unilaterale di otto strutture semplici dipartimentali. Con lo stesso decreto il Tribunale ha stabilito l’obbligo di attivare la preventiva procedura di confronto sindacale prescritta dal vigente Ccnl prima dell’eventuale rideterminazione della graduazione degli incarichi”. E’ quanto afferma la Cisl Medici Calabria tramite il suo presidente Nino Accorinti.

Il pagamento delle spese

Il sindacato aggiunge: “Il Giudice del Lavoro ha condannato l’Azienda medesima, amministrata dal Generale Battistini, al pagamento delle spese di giudizio per questa censura, dichiarando nel contempo la cessazione della materia del contendere, in quanto nelle more del procedimento la stessa Amministrazione ha rettificato, sempre violando le norme sulle relazioni sindacali, la precedente deliberazione con atto n. 1175 del 17 settembre 2026, adottato il giorno prima dell’udienza per cercare, evidentemente, di mitigare il pronunciamento giudiziale. La CISL MEDICI esprime soddisfazione per l’accoglimento parziale del ricorso, relativamente alla contestata graduazione unilaterale delle otto UOSD  e della conseguente condanna dell’Azienda alla rifusione di metà delle spese di lite. Il decreto, tuttavia, contiene un’inesatta ricostruzione del quadro documentale e processuale, laddove afferma che le organizzazioni sindacali ricorrenti avrebbero formulato osservazioni sulla bozza dell’Atto aziendale, traendone la conseguenza della loro piena cognizione del documento aziendale”.

“Errore frutto della  confusione (ad hoc?)”

Afferma ancora la Cisl: “La Federazione CISL Medici CZ-KR-VV e la Federazione CISL Medici Calabria non hanno presentato osservazioni sulla bozza dell’Atto aziendale richiamata nel  giudizio, né l’Azienda ha versato in atti documentazione in tal senso: è evidente l’errore in cui è incorso il Giudicante, poiché le osservazioni depositate agli atti risultano riferibili ad altre organizzazioni sindacali e non possono essere attribuite alle ricorrenti. La CISL Medici prende pertanto atto con rammarico che tale erronea  attribuzione abbia inciso sulla decisione relativa al primo capo di domanda, concernente la violazione dell’obbligo di informazione  preventiva sull’intero Atto aziendale, errore frutto della  confusione (ad hoc?) delle sigle sindacali da parte dell’Azienda.  La Federazione, pertanto, proporrà opposizione al decreto ai sensi  dell’articolo 28, comma 3, della legge n. 300/1970, anche al fine di tutelare le proprie prerogative sindacali e di sottoporre al giudice  competente l’erronea attribuzione alle ricorrenti di osservazioni mai formulate, nonché la questione relativa all’effettivo assolvimento dell’obbligo di informazione preventiva.  Occorre, in ogni caso, censurare l’atto del Commissario Battistini  che, al solo fine di evitare una condanna certa, consapevole del  comportamento antisindacale, ha adottato una delibera di rettifica il giorno prima dell’udienza, come è ingannevole verso i lavoratori  la nota “specchietto” inviata, qualche giorno prima di andare  via, al Dipartimento Salute della Regione Calabria sulla omessa  retribuzione di risultato 2022. In questi tre anni di gestione i risultati negativi sono palesi, una  ASP con un disavanzo finanziario nel 2025 di oltre 90 milioni, una  sanità territoriale insufficiente con Case della Salute inaugurate – solo per passerelle autocelebrative – senza che ci fossero i  requisiti, una situazione drammatica nei Presidi di Soverato e Lamezia Terme, che ha portato alla chiusura delle degenze nella SOC  di Urologia, con personale sanitario assolutamente e palesemente  sottodimensionato e quindi insufficiente a garantire il diritto alle cure alla cittadinanza”.

Il quesito sull’Asp di Catanzaro

Poi conclude: “Nonostante ciò, l’ormai ex Commissario di Catanzaro ed ex generale in pensione, è stato nominato all’ASP di Vibo Valentia. Quale criterio è stato adottato e quali meriti ha conseguito in questo periodo presso l’ASP di Catanzaro? Con la sanità calabrese ultima in Italia per l’assistenza distrettuale, la gestione del servizio sanitario regionale necessiterebbe soprattutto di manager in grado di governare in maniera trasparente ed efficace la riorganizzazione del territorio e degli ospedali al fine di garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza e servizi efficienti e competitivi”.

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