× Sponsor
24 Aprile 2026
24 Aprile 2026
spot_img

Il rosario in mano e il “disagio invisibile”: chi era Anna, la madre che si è lanciata con i figli dal terzo piano a Catanzaro

Operatrice in una Rsa, descritta come riservata e religiosa. La Procura indaga sul quadro clinico della donna. Nell’appartamento sono stati eseguiti i rilievi da parte della Polizia scientifica

spot_img

Aveva 46 anni, lavorava come operatrice in una Rsa per anziani, la “Monsignor Apa” di Catanzaro, ed era conosciuta come una persona tranquilla, schiva e molto religiosa. Anna Democrito conduceva una vita apparentemente ordinaria, inserita in un contesto familiare e sociale definito “normale”, lontano da situazioni evidenti di marginalità o degrado. Frequentava la comunità parrocchiale del quartiere, una realtà attiva e partecipata. E proprio questo elemento contribuisce a rendere ancora più difficile, per chi indaga, comprendere fino in fondo le ragioni del gesto.

La tragedia nella notte

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe gettato nel vuoto i figli uno dopo l’altro dal terzo piano dell’abitazione in via Zanotti Bianco, per poi lanciarsi a sua volta. Due dei bambini, di 4 anni e 4 mesi, sono morti sul colpo. La terza figlia, di 6 anni, è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in ospedale, dove si trova ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione.

Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, la donna stringeva tra le mani un rosario, elemento acquisito agli atti e ritenuto significativo nella ricostruzione complessiva del contesto personale e psicologico.

Le indagini: centralità del quadro clinico

La Squadra mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, sta concentrando gli accertamenti sullo stato di salute psichica, attuale e pregresso, della donna. L’ipotesi investigativa prevalente resta quella dell’omicidio-suicidio, ma sono in corso tutti gli approfondimenti necessari. In una nota, la Procura ha evidenziato che le indagini mirano a “delineare la dinamica dell’azione e le motivazioni dell’insano gesto, connesso alla condizione psichica della donna”.

Gli investigatori stanno verificando la possibile presenza di stati depressivi, anche recenti, e più in generale di forme di sofferenza psichica che possano aver inciso sulla capacità di autodeterminazione.

Il “disagio invisibile”

Secondo quanto riferito dal sindaco Nicola Fiorita, non risultano segnalazioni ai servizi sociali e la famiglia non viveva in condizioni di disagio economico o sociale. Tuttavia, il primo cittadino ha parlato di un possibile “disagio invisibile”, facendo riferimento anche a un malessere emerso nell’ultimo periodo, dopo la nascita dell’ultimo figlio. Una fragilità che, se confermata, si inserirebbe in un quadro di sofferenza non evidente all’esterno, ma potenzialmente determinante.

La dinamica e i rilievi tecnici

Le indagini si sviluppano anche sul piano tecnico. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona sono al vaglio degli inquirenti e potrebbero chiarire la sequenza esatta dei fatti. Nell’appartamento sono stati effettuati i rilievi della Polizia scientifica, alla presenza del pubblico ministero Graziella Viscomi e della dirigente della Squadra mobile Rosaria Di Blasi.

Al momento della tragedia il marito si trovava in casa e stava dormendo. Sarebbe stato svegliato dai rumori, per poi scendere in strada e fare la drammatica scoperta. Secondo quanto emerso, avrebbe tentato inermi manovre di rianimazione sui familiari.

Il cordoglio della città

La città di Catanzaro è sotto shock. Il sindaco ha annunciato che sarà proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali. Dall’arcivescovo metropolita Claudio Maniago sono arrivate parole di profondo cordoglio: “Davanti a una tragedia così grande non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto”. Un pensiero è stato rivolto anche alla bambina sopravvissuta, che “lotta per la vita”, mentre resta centrale, per gli investigatori, il lavoro di ricostruzione di una vicenda che presenta ancora diversi aspetti da chiarire.

Le testimonianze: “Qualcosina si sospettava”

A emergere, nelle ore successive alla tragedia, sono anche le parole di chi viveva nello stesso stabile. “Qualcosina si sospettava, ma non c’era nulla di certo. Ci ha praticamente spiazzati tutti quanti”, ha raccontato un condomino, ancora scosso per quanto accaduto. “Era una persona del nostro condominio, quindi la conosciamo. È veramente una tragedia. Sono rimasto allibito da questa scena e mi dispiace tanto”, ha aggiunto.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img