“Per tramite del nostro avvocato fino ad ora ho mantenuto il silenzio perché sono rispettosa della Giustizia e del lavoro della magistratura, ma ho subito un grave torto, avevo chiesto di essere risentita dalla Procura, ma nessuno mi ha voluto sentire. Vengo a scoprire grazie al nostro avvocato Sabrina Rondinelli, solo il 16 luglio, che gli altri coindagati sono stati risentiti anche più giorni, come se la voce degli altri sia più importante della mia e di quella di mio marito Luca Bisceglia anche lui indagato. Nessuno può privare un cittadino di parlare o difendersi è questo diritto è stato negato”. E’ quanto scrive Rosaria Luchetta, indagata dalla Procura di Crotone nell’inchiesta “Teorema” e posta agli arresti domiciliari dal 17 aprile 2026. nella lettera indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Presidente del Tribunale Penale di Crotone e al Presidente del Tribunale Penale di Catanzaro.
“Arresti di seria A e di serie B”
Lucchetta aggiunge: “Mi dispiace dirlo ma da questa vicenda ho compreso che ci sono stati arresti di serie A e arresti di serie B, è questo uno Stato di Diritto non se lo può permettere. Veniamo a sapere che le dichiarazioni degli altri coindagati ora sono nel nostro fascicolo come capi di accusa, allora perché non hanno risposto alla nostra istanza di riascoltarci? Perché questo giudizio di condannarci prima del tempo? Sono mamma di due bambine, sto perdendo la quotidianità delle mie figlie, l’inizio della loro scuola, i loro momenti, ma non ne voglio perdere ancora, chiedo pertanto una verifica di quanto detto e mi affido per le mie bambine alla Giustizia che ponga fine a questo grave errore nei nostri confronti”.












