16 Settembre 2026
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Strage nel B&B di Mileto, autopsie sulla famiglia Yamnik: tre mesi per capire cosa provocò l’esplosione

Completati gli esami sui corpi di padre, madre e figlia morti dopo la deflagrazione del 25 agosto a Villa Mary. Accertamento irripetibile anche nella struttura, ancora sotto sequestro: Vigili del fuoco e Procura cercano l’origine dell’esplosione

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Tre autopsie, un B&B ancora sotto sequestro e soprattutto novanta giorni di accertamenti tecnici per provare a rispondere alla domanda rimasta aperta dalla tragedia di Mileto: che cosa ha provocato l’esplosione che ha sterminato un’intera famiglia?

L’inchiesta sulla deflagrazione avvenuta la sera del 25 agosto a Villa Mary entra nella fase degli accertamenti scientifici. Sono stati eseguiti gli esami autoptici sui corpi di Izidor Yamnik, 44 anni, della moglie Petra Cobolt, 48, e della figlia Ema Yamnik, 10 anni, mentre i tecnici hanno effettuato un accertamento irripetibile all’interno della struttura.

Padre, madre e figlia erano arrivati dalla Slovenia per trascorrere una vacanza in Calabria. Nel giro di pochi giorni, le conseguenze della violentissima esplosione hanno portato alla morte di tutti e tre. Adesso toccherà alle perizie ricostruire quello che è successo.

Le tre autopsie

Gli esami medico-legali sono stati effettuati separatamente nelle città nelle quali si trovavano i corpi delle vittime.

L’autopsia su Izidor Yamnik è stata eseguita a Palermo dalla medico legale Elvira Ventura Spagnolo. Quella sulla moglie Petra Cobolt si è svolta invece a Catania, affidata al medico legale Fabrizio Vanaria. Per la piccola Ema, l’esame è stato effettuato a Bari dal medico legale Antonio De Donno.

Agli accertamenti hanno preso parte anche i consulenti tecnici nominati dalla proprietaria del B&B, assistita dall’avvocato Tommaso Zavaglia.

Le autopsie dovranno contribuire a definire con precisione cause e meccanismi dei decessi, fornendo alla Procura elementi da incrociare con quelli che arriveranno dagli accertamenti effettuati sul luogo dell’esplosione. Dentro Villa Mary alla ricerca dell’origine della deflagrazione

L’altro fronte dell’inchiesta è quello probabilmente più complesso. Lunedì è stato effettuato l’accertamento tecnico irripetibile sullo stato dei luoghi. Villa Mary è sotto sequestro dalle ore immediatamente successive alla tragedia. All’interno della struttura stanno lavorando gli specialisti del Nucleo investigativo antincendio territoriale dei Vigili del fuoco, nell’ambito degli accertamenti coordinati dalla Procura di Vibo Valentia.

Il compito è ricostruire la sequenza che ha portato alla deflagrazione: individuare il punto di origine, stabilire quale sostanza abbia alimentato l’esplosione e verificare lo stato degli impianti e delle apparecchiature presenti nella struttura.

La possibilità di una fuga di gas o di un problema legato a una bombola resta tra le ipotesi da verificare. Saranno però gli accertamenti tecnici a dover stabilire scientificamente l’origine dell’esplosione, evitando conclusioni anticipate.

Novanta giorni per le risposte

Non saranno risposte immediate. I consulenti avranno bisogno di circa tre mesi per completare le analisi e depositare le relazioni definitive.

Ed è proprio dall’incrocio tra le risultanze medico-legali e quelle tecniche che potrebbe emergere la chiave dell’inchiesta.

La Procura dovrà capire innanzitutto come si è prodotta l’esplosione. Soltanto dopo sarà possibile affrontare il secondo interrogativo: poteva essere evitata?

È su questo terreno che gli accertamenti potranno eventualmente individuare errori, omissioni, carenze nella manutenzione o altre condotte penalmente rilevanti. Oppure escluderle.

L’indagine della Procura

Il fascicolo è nelle mani della Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore facente funzioni Concettina Iannazzo.

L’ipotesi investigativa ruota attorno all’omicidio colposo, mentre l’evoluzione degli accertamenti potrebbe portare a valutare ulteriori contestazioni, tra cui l’omicidio colposo plurimo e il disastro colposo.

La proprietaria di Villa Mary risulta iscritta nel registro degli indagati. Un passaggio che, in questa fase, ha anche la funzione di consentirle di partecipare agli accertamenti irripetibili attraverso i propri difensori e consulenti. L’iscrizione, dunque, non equivale all’accertamento di una responsabilità.

Sarà il risultato delle perizie a consentire alla Procura di stabilire se esistano condotte da contestare e, eventualmente, a chi attribuirle.

Una vacanza trasformata in tragedia

Resta, dietro gli atti giudiziari, la dimensione di una tragedia che ha scosso profondamente Mileto e l’intero Vibonese.

La famiglia Yamnik aveva scelto la Calabria per trascorrere alcuni giorni di vacanza. La sera del 25 agosto, all’interno del B&B, la violenta deflagrazione ha cambiato tutto. Izidor, Petra ed Ema sono morti nel giro di pochi giorni, nonostante i tentativi dei medici di salvarli.

Ora la vicenda entra nel tempo più lento della scienza e della giustizia. Serviranno analisi, comparazioni e verifiche.

Tre mesi per stabilire da dove sia partita l’esplosione. E soprattutto per capire se dietro la morte di padre, madre e figlia ci sia stata una fatalità imprevedibile oppure una tragedia che poteva essere evitata.

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