13 Ottobre 2026
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‘Ndrangheta e morsa sull’economia, Colosimo: “Dal narcotraffico la metamorfosi criminale, ora soffoca il Pil”

La presidente dell'Antimafia interviene al convegno in memoria dell'onorevole Fortugno: "Meno delitti di sangue, ma le aziende sane vengono fatte morire. Pronta una relazione in Parlamento"

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Un’analisi lucida e rigorosa sulla profonda metamorfosi vissuta dalla ‘ndrangheta negli ultimi decenni. A tracciarla è stata la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, intervenuta nel corso del convegno intitolato “Lotta alle mafie e prospettive di sviluppo dopo ventuno anni dall’omicidio di Francesco Fortugno”.
Ripercorrendo le tappe storiche del fenomeno criminale calabrese, Colosimo ha posto l’accento sul momento di svolta strategica che ha consentito alle cosche di superare i propri confini originari per proiettarsi sui mercati finanziari internazionali.
“La ‘ndrangheta negli anni ’70 aveva come business criminale i sequestri di persona e, a un certo punto, è passata al commercio di droga e al narcotraffico. Con il commercio di droga e il narcotraffico c’è stato un salto di qualità della ‘ndrangheta: abbiamo visto una criminalità organizzata calabrese che passava ad avere ingenti quantità di denaro da dover reinvestire: questo ha portato la ‘ndrangheta a spostarsi, a uscire dalla Calabria e all’occupazione delle aree produttive del Nord Italia e del mondo”, ha affermato la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo.

L’impatto sul tessuto produttivo: oltre 85 Paesi colonizzati e una perdita del 2,5% del Pil

Il raggio d’azione dell’organizzazione si misura oggi su scala globale, con presenze capillari che soffocano lo sviluppo economico e alterano le regole del libero mercato. Stime alla mano, la presidente dell’Antimafia ha ricordato che i locali di ‘ndrangheta censiti nel mondo sono ormai oltre 85, mentre il danno economico si traduce in un freno devastante per la crescita, arrivando a bruciare fino al 2,5% del Pil annuo.
Un cambio di strategia silenzioso ma insidioso, che sostituisce la violenza clamorosa con l’infiltrazione finanziaria. Il ricordo dell’omicidio di Francesco Fortugno ha così rievocato la grande mobilitazione civile e giovanile di allora, dinanzi a una ferocia che oggi adotta forme nuove e ancora più pervasive.
“I dati – ha continuato la presidente – dicono che i Paesi del mondo coinvolti da locali di ‘ndrangheta sono oltre 85. Questa evoluzione è testimoniata dal dato della stima di perdita del Pil annuo per colpa della ‘ndrangheta che equivale al – 2,5 per cento”.
“Non più e non solo la ‘ndrangheta occupa il territorio, ma occupa l’economia: si uccidono molto meno le persone ma si fanno morire le società sane. Questo obiettivo – ha concluso Colosimo – ormai più o meno dichiarato dalla ‘ndrangheta, lo abbiamo ben chiaro e nel percorso della nostra Commissione in questi anni lo abbiamo più volte messo al centro anche con una relazione che sarà presentata a breve in parlamento”

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