In vista delle prossime elezioni amministrative a Catanzaro, previste per la primavera del 2027, il dibattito politico rischia di concentrarsi precocemente sulle candidature anziché sui programmi. A lanciare l’allarme e a proporre un cambio di rotta è Fabio Guerriero, esponente di Progetto Civico Italia, che sollecita le forze politiche, i movimenti e la cittadinanza a definire prima di tutto quale città costruire.
“Attese nella primavera del 2027 le elezioni amministrative a Catanzaro è indispensabile chiederci: quale città vogliamo costruire? Il confronto politico sembra invece concentrarsi, ancora una volta, sui nomi. Leggo di tante brave persone proposte, o che si propongono, per guidare il Comune. Ma qualità personali e buone intenzioni, da sole, non costituiscono un progetto di governo”, dichiara.
Secondo Guerriero, il ruolo di capoluogo di regione impone una classe dirigente autorevole, capace di garantire visione e continuità. In quest’ottica, lo strumento delle primarie diventa fondamentale solo se preceduto da un percorso partecipato basato su un programma condiviso e obiettivi misurabili.
“Per questo ritengo necessario partire dalle primarie. Prima, però, vengono il programma e il confronto pubblico sulle priorità; soltanto dopo la scelta dell’uomo o della donna cui affidarne l’attuazione. Le primarie acquistano significato se rappresentano il punto di arrivo di un percorso partecipato, con regole trasparenti e impegni riconoscibili”, sottolinea Guerriero.
I pilastri del rilancio: Università, commercio e la conurbazione strategica con Lamezia Terme
Il piano di governo ipotizzato per Catanzaro si articola su alcuni assi fondamentali per restituire centralità al territorio. Il primo punto riguarda i servizi essenziali, la cura degli spazi pubblici e la qualità della vita nei quartieri. Segue poi una nuova e concreta sinergia con l’Università Magna Graecia, che deve diventare parte integrante della vita cittadina attraverso pianificazioni condivise su trasporti, alloggi studenteschi, ricerca e cultura.
Un’attenzione specifica è rivolta anche al tessuto economico e commerciale, messo a dura prova dai mutamenti dei consumi e dalla crescita dell’e-commerce, per il quale si propone un progetto finanziato di riconversione e rilancio basato su digitalizzazione, formazione e valorizzazione dei negozi di vicinato. Infine, la visione territoriale si estende oltre i confini comunali, guardando a una reale integrazione dei servizi con Lamezia Terme.
“Un altro punto decisivo – aggiunge – è il rapporto con Lamezia Terme. Occorre tendere a una conurbazione funzionale tra le due città: se l’integrazione politica resta una prospettiva da discutere, quella dei servizi deve diventare un obiettivo concreto. Collegamenti coordinati, accesso all’aeroporto e alla rete ferroviaria, servizi universitari ed ospedalieri, programmazione culturale e opportunità economiche possono costruire un sistema territoriale più forte”.
Da qui la richiesta di avviare un movimento di opinione che parta dal basso per restituire centralità ai contenuti.
“Nessuna investitura aprioristica, dunque. Serve la costruzione dal basso di un movimento di opinione che restituisca contenuti alla politica e voce alla collettività. Le differenze politiche e ideali possono diventare una ricchezza quando alimentano il confronto e migliorano le decisioni; diventano un ostacolo quando servono soltanto a difendere posizioni e appartenenze”, conclude Fabio Guerriero.














