L’estate di Armonie d’Arte Festival entra nella sua fase più intensa con due anteprime nazionali che confermano la vocazione della rassegna a coniugare grande teatro, riflessione civile e valorizzazione dei luoghi simbolo della Calabria. Dopo il successo dei primi appuntamenti, la XXVI edizione prosegue con due nuove produzioni: “Novecento” di Alessandro Baricco, in scena il 23 agosto al Teatro al Borgo di Soverato, e “Agamennone”, il 26 agosto al Parco Archeologico Nazionale di Scolacium a Borgia.
“Novecento” di Baricco apre il nuovo ciclo teatrale
Il primo appuntamento vedrà protagonista Ciro Masella, interprete di uno dei testi più amati di Alessandro Baricco, tradotto in decine di lingue e reso celebre anche dal film “La leggenda del pianista sull’oceano” di Giuseppe Tornatore.
Lo spettacolo, coprodotto da Mana Chuma Teatro e Teatro delle Arti di Lastra a Signa, porta in scena la storia del pianista nato e cresciuto sul transatlantico Virginian, trasformando il racconto in un viaggio tra memoria, identità e immaginazione.
Accanto all’interpretazione di Masella, lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Luigi Polimeni, delle scene di Aldo Zucco, del disegno luci di Maz Mugnai e della regia di Salvatore Arena.
A Scolacium torna il mito con “Agamennone”
Il 26 agosto il festival farà ritorno nella sua storica sede del Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, dove andrà in scena “Agamennone”, tratto da Eschilo nella riscrittura contemporanea di Fabrizio Sinisi, tra i più autorevoli drammaturghi italiani.
Sul palco saliranno Maddalena Crippa, affiancata da Sergio Basile, Claudio Pellegrini, Emilia Scatigno e Alessandro Sampaoli, con la regia e il progetto scenico di Gianluigi Fogacci, i costumi di Martina Mango e le luci di Pietro Sperduti. La produzione è firmata Tieffe Teatro.
Lo spettacolo conclude il percorso che Armonie d’Arte ha dedicato quest’anno al rapporto tra mito, teatro classico e il tema, quanto mai attuale, della guerra.
La tragedia greca diventa riflessione sul presente
Nella rilettura di Sinisi, la tragedia di Eschilo supera i confini del mito per trasformarsi in una riflessione sul potere, sulla violenza, sulle conseguenze dei conflitti e sulle fragilità delle relazioni umane.
Al centro della scena c’è Agamennone, reduce da dieci anni di guerra, vincitore ma profondamente segnato dal peso delle proprie scelte. Di fronte a lui una Clitennestra sospesa tra dolore, attesa e desiderio di riscatto, mentre la figura di Cassandra prova inutilmente a opporsi a un destino già scritto.
Una lettura contemporanea nella quale il coro non resta semplice osservatore, ma diventa parte attiva della vicenda, rendendo ancora più evidente il dialogo tra la classicità e le crisi del nostro tempo.
Armonie d’Arte tra cultura, territorio e turismo
Fondato e diretto da Chiara Giordano, Armonie d’Arte continua a trasformare alcuni dei luoghi più suggestivi della Calabria in spazi di incontro tra arte, patrimonio storico e paesaggio, dal Parco Archeologico di Scolacium all’Orto Botanico di Soverato.
Il festival conferma così una proposta culturale che punta a coniugare qualità artistica, riflessione sui grandi temi internazionali e promozione del territorio anche in chiave turistica.
Chiara Giordano: «Lo spettacolo deve parlare alle coscienze»
«Desideriamo ogni volta parlare alle coscienze, nella loro dimensione non solo estetica ma anche etica – afferma Chiara Giordano – e fare in modo che lo spettacolo non sia mai soltanto entertainment, pur di qualità. Crediamo infatti che il nostro tempo abbia bisogno di confrontarsi sui grandi temi sentimentali, sociali e politici. Anche per questo abbiamo scelto di affrontare il drammatico tema della guerra, che ieri come oggi continua a segnare il cammino dell’umanità».
Con “Novecento” e “Agamennone”, Armonie d’Arte rinnova così la propria missione: mettere in dialogo tradizione e contemporaneità, offrendo al pubblico spettacoli capaci di emozionare e, allo stesso tempo, interrogare il presente.











