7 Agosto 2026
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Droghe e disagio giovanile, l’Università Magna Graecia lancia il progetto PRO-BEN

L'Università di Catanzaro entra nella rete nazionale finanziata dal Ministero dell'Università e della Ricerca per contrastare il disagio tra i giovani. Il rettore Cuda: "L'Ateneo deve essere una comunità di cura e ascolto"

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L’Università Magna Graecia di Catanzaro rafforza il proprio impegno nella prevenzione del disagio giovanile e nel contrasto all’uso di droghe aderendo al progetto nazionale PRO-BENE-COMUNE (PRO-BEN), iniziativa finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dell’avviso dedicato alla promozione del benessere della popolazione universitaria.

Il progetto è coordinato dall’Università della Calabria e coinvolge un partenariato composto da dieci atenei e istituzioni dell’alta formazione, tra cui la stessa Università Magna Graecia, le Università di Messina, Mediterranea di Reggio Calabria, Trieste, Palermo, Siena, Trento, la SISSA e il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo.

I dati sul consumo di droghe tra i giovani

L’iniziativa nasce in risposta a un fenomeno che continua a destare preoccupazione. Secondo la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2025, riferita ai dati del 2024, circa 910 mila studenti tra i 15 e i 19 anni, pari al 37%, hanno dichiarato di aver assunto almeno una sostanza stupefacente nel corso della vita. Sono invece circa 620 mila, il 25%, quelli che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. La cannabis resta la sostanza più diffusa tra gli adolescenti.

Verrastro: “Le droghe sono il sintomo di un disagio

Per la professoressa Valeria Verrastro, docente dell’Università Magna Graecia e responsabile del progetto per l’Ateneo catanzarese, il fenomeno va affrontato partendo dalle cause profonde.

Le droghe non rappresentano mai una risposta ai bisogni dei giovani, ma spesso sono il sintomo di un disagio più profondo, legato a difficoltà emotive, fragilità relazionali, ricerca di appartenenza, bassa autostima o incapacità di gestire stress e frustrazione”, spiega la docente.

Secondo Verrastro, la prevenzione deve andare oltre i divieti e la repressione, puntando invece su educazione affettiva, supporto psicologico e promozione del benessere mentale. Le evidenze scientifiche, sottolinea, dimostrano che un uso precoce di sostanze aumenta il rischio di dipendenza, può compromettere lo sviluppo cerebrale e favorire l’abbandono scolastico, disturbi dell’umore e altri comportamenti a rischio.

Cuda: “L’università deve essere una comunità di cura

Il rettore Giovanni Cuda evidenzia come il ruolo dell’università non possa limitarsi alla sola formazione accademica.

“L’Università deve essere una comunità di cura, ascolto e crescita umana, oltre che un luogo di formazione e ricerca. I dati sul disagio giovanile impongono una riflessione e un’azione concreta. Attraverso questa rete nazionale vogliamo sviluppare strategie capaci di intercettare precocemente le fragilità emotive e relazionali dei nostri studenti”.

Per il rettore, investire nel benessere della popolazione universitaria significa offrire ai giovani un ambiente inclusivo e sicuro, capace di favorire il loro pieno sviluppo personale e professionale.

Anche gli studenti protagonisti della campagna di prevenzione

Tra le iniziative già realizzate nell’ambito di PRO-BEN, l’Università Magna Graecia ha promosso un contest rivolto agli studenti universitari e delle scuole superiori per sensibilizzare sul tema della prevenzione.

Tra i lavori selezionati figura il video “No alle droghe. Scegli la vita!”, realizzato dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “E. Ferrari” di Chiaravalle Centrale, oggi parte integrante della campagna di sensibilizzazione promossa dall’Ateneo.

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