“Nella giornata di oggi e domani, in cui è stata diramata dalla protezione Civile un’allerta rossa per forte maltempo, dove la cittadinanza viene invitata a rimanere dalle istituzioni, Tim assume un atteggiamento irresponsabile, negando la possibilità di svolgere l’attività in smart working e ciò nonostante gli accordi vigenti ne prevedano la possibilità di utilizzo proprio in queste situazioni straordinarie”. La denuncia è della segreteria regionale della Slc Cgil Calabria.
“Dimostrazione di totale indifferenza”
“Anche di fronte ad un’allerta rossa, – afferma la segreteria – proclamata in previsione di una perturbazione eccezionale, questa condizione è ritenuta insufficiente e dimostra la totale indifferenza rispetto alla sicurezza e alla salute dei propri lavoratori che, essendo già abilitati alla remotizzazione, avrebbero potuto svolgere regolarmente le loro mansioni da casa, tutelando la propria sicurezza senza che questo andasse ad inficiare l’attività lavorativa. Stigmatizziamo con forza un comportamento che ignora il buon senso e la responsabilità sociale. In situazioni di emergenza, la sicurezza delle persone deve venire prima di ogni altra considerazione. Il nostro augurio – conclude – è che ovviamente tutto vada per il verso giusto, ma se così non sarà chi si assumerà la responsabilità, non solo morale, di eventuali incidenti in itinere? Un’azienda ad ampia partecipazione statale dovrebbe dimostrare anche responsabilità sociale nei confronti della collettività e non avere a cuore solo la soddisfazione degli azionisti”.
Bosco: “Grave e irresponsabile la scelta di Tim di negare lo smart working”
“È grave quanto accaduto nelle giornate del 20 e 21 gennaio nel gruppo TIM, quando, a fronte di un’allerta meteo rossa diramata dalle autorità competenti e dell’invito rivolto alla cittadinanza a rimanere a casa, l’azienda ha scelto di ignorare la sicurezza dei lavoratori, negando la possibilità di ricorrere allo smart working”. Anche Gianmichele Bosco, esponente di Sinistra Italiana, commenta la denuncia della SLC CGIL Calabria e delle RSU TIM e TCC. ” Siamo di fronte a una decisione incomprensibile e irresponsabile – prosegue Bosco – soprattutto considerando che esistono accordi vigenti che prevedono esplicitamente il ricorso al lavoro da remoto proprio in situazioni straordinarie come un’allerta meteo di livello massimo. Parliamo di lavoratori già abilitati alla remotizzazione, che avrebbero potuto svolgere regolarmente le proprie mansioni senza alcun danno per l’azienda, ma con una tutela fondamentale della loro incolumità”. “In un contesto di emergenza – sottolinea – la sicurezza e la salute delle persone devono venire prima di qualsiasi altra valutazione. Negare lo smart working in queste condizioni significa ignorare il buon senso, le responsabilità sociali e il ruolo che un’azienda, peraltro a forte partecipazione pubblica, dovrebbe esercitare nei confronti dei lavoratori e della collettività”.













