18 Ottobre 2026
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Base Popolare Calabria schierata al fianco dei lavoratori in protesta: “Sul caro carburanti serve subito un Price Cap”

Sostegno ad agricoltori, pescatori e autotrasportatori travolti dai rincari e sollecita interventi strutturali. Dati Confartigianato alla mano, per i mezzi pesanti gli aggravi superano gli 11.200 euro

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Il peso del caro carburanti sta travolgendo la colonna portante dell’economia reale del Mezzogiorno, mettendo a dura prova la resistenza di interi comparti chiave come l’agricoltura, la pesca e la logistica. Con una nota del Gruppo Dirigente, Base Popolare Calabria analizza la drammaticità del momento, evidenziando come i costi d’esercizio abbiano ormai annullato ogni margine di guadagno per le imprese. Secondo i dati elaborati da Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre 2026 il prezzo industriale del gasolio, al netto delle imposte, ha registrato una crescita del 54,3%. Un incremento che, per un mezzo pesante con serbatoio da 900 litri e una percorrenza di 3.000 chilometri al mese, si traduce in un aggravio finanziario stimato superiore agli 11.200 euro. Per le aziende agricole, la stangata sul carburante agricolo si somma ai rincari di fertilizzanti, energia elettrica, macchinari e costo della manodopera, creando una forbice insostenibile tra spese di produzione e compensi riconosciuti ai produttori.

L’allarme per i territori e il richiamo al valore sociale del lavoro

La crisi dei settori primari non si configura soltanto come una vertenza di natura economica, ma minaccia direttamente la coesione sociale e il presidio antropologico delle aree rurali e costiere della Calabria e del Sud Italia. Come evidenzia Monsignor Savino: “L’agricoltura, nel Sud Italia, vale molto più del suo peso economico. È il volto stesso delle regioni: paesaggio, tradizioni, memoria. Dà lavoro a migliaia di persone, tiene in piedi tante famiglie, mantiene vive le aree rurali. Se venisse meno, il Sud perderebbe un pezzo della propria storia e del proprio domani. Le filiere si spezzerebbero, le comunità si svuoterebbero, i giovani avrebbero ancora meno ragioni per restare”. Un’analisi condivisa dal movimento politico, che sottolinea come il blocco dell’autotrasporto rischi di paralizzare l’intero sistema economico, trasferendo inevitabilmente i costi finali sui bilanci delle famiglie e alimentando un senso di isolamento tra i lavoratori.

La proposta di Base Popolare: dal sostegno morale a un Price Cap per le imprese

Di fronte all’incedere delle proteste che attraversano il Paese, Base Popolare Calabria ribadisce la necessità di passare dalle manifestazioni di solidarietà a misure d’urto concrete sul piano legislativo e di governo. Per il movimento, fondato sulla centralità della persona e del bene comune, l’economia deve tornare a tutelare le fragilità dei lavoratori e la dignità d’impresa. La ricetta indicata dal gruppo dirigente prevede l’adozione immediata di strumenti di calmiere finanziario per i settori più esposti, a partire dall’introduzione di un Price Cap sui carburanti che consenta ad agricoltura, pesca e trasporti di programmare la ripartenza. Mettendo a disposizione le proprie competenze interne, accademiche e sociali, Base Popolare conferma l’impegno a portare queste istanze all’interno del dibattito politico-istituzionale per salvaguardare il futuro dei territori.

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