Chiede aiuto a Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, avverte che gli aumenti dei costi di trasporto finiranno per pesare sulla popolazione e indica una data: 16 ottobre. È il giorno della protesta annunciata dagli autotrasportatori, se nel frattempo non arriveranno risposte. All’assemblea di emergenza di Lamezia Terme, Vincenzo Sabatino porta la voce di un’impresa familiare di Stilo e di un settore che denuncia condizioni di lavoro sempre più difficili. “Ci stanno portando a queste situazioni”, dice l’imprenditore, intervenuto insieme a FEDERALOG Calabria, associazione delle imprese di logistica, trasporto e servizi. Il suo appello tiene insieme la richiesta di interventi sul carburante e l’invito ai colleghi a mantenere la protesta nella legalità: “La massima pace è tutelare i nostri diritti”.
La richiesta: ridurre il carburante di almeno 60 centesimi
Sabatino chiede al presidente della Regione di farsi interlocutore con il governo nazionale. Il risultato che vorrebbe ottenere è una riduzione di almeno 60 centesimi sul costo del carburante, per evitare ulteriori aumenti delle tariffe di trasporto. Un aggravio che, avverte, non resterebbe confinato ai bilanci delle aziende. Finirebbe lungo la filiera, fino ai consumatori. Per questo lega le rivendicazioni degli autotrasportatori alle condizioni economiche delle famiglie: “Noi vogliamo che il popolo stia bene”. Il ragionamento è quello di chi ogni giorno deve far viaggiare merci, sostenere le spese dei mezzi e garantire il lavoro dei dipendenti. Se trasportare costa sempre di più, anche i prodotti rischiano di diventare più cari. “Noi siamo dalla parte del popolo”, insiste Sabatino.
La delusione per Meloni e il confronto senza Occhiuto
Nel racconto che accompagna la mobilitazione, l’imprenditore esprime anche una delusione politica: dice di avere votato Giorgia Meloni e di essersene pentito. Riferisce inoltre che Occhiuto non si sarebbe presentato al tavolo di confronto in Regione. Dal palco di Lamezia, tuttavia, torna a chiedere il suo intervento. Domanda al governatore un aiuto nell’interlocuzione con la presidente del Consiglio, perché alle difficoltà denunciate dalle aziende seguano decisioni concrete. “Per avere la pace abbiamo bisogno delle istituzioni accanto”, afferma. Una presenza che, nel suo intervento, significa ascoltare le richieste e comprenderne le conseguenze per imprese e lavoratori.
Da Stilo, tre generazioni di lavoro
Alle spalle di Sabatino c’è una storia imprenditoriale familiare di Stilo, in provincia di Reggio Calabria. Una realtà cresciuta tra commercio, edilizia e autotrasporto, attraverso tre generazioni. Le attività fanno capo alle società Salvatore Sabatino e Figli e Vincenzo Sabatino e Figli, impegnate nei trasporti nazionali e internazionali, con 15 dipendenti e rapporti commerciali con clienti come Conad e Sterilgarda Alimenti. Al fianco di Vincenzo lavorano i tre figli, Severina, Salvatore e Martina. È anche questa continuità familiare a dare peso alla sua denuncia: difendere l’azienda significa preservare un’attività costruita nel tempo e gli stipendi delle persone che vi lavorano.
Il 16 ottobre e l’appello a una protesta pacifica
La prospettiva della mobilitazione attraversa tutto l’intervento. Sabatino avverte che, senza risposte, gli autotrasportatori saranno costretti a scendere in strada “democraticamente, pacificamente, nel rispetto della legge e della legalità”. Ai colleghi rivolge un richiamo esplicito: “Nella massima pace e tranquillità”. Poi aggiunge: “Abbiamo tutti da perdere”. È la preoccupazione di chi sa quanto una protesta possa incidere sul lavoro, ma ritiene che continuare nelle condizioni attuali metta comunque a rischio le imprese. Per questo chiede di difendere, insieme ai diritti, la dignità dei lavoratori e degli autotrasportatori.















