I bacini del precariato storico calabrese e i fronti di crisi più recenti convergono sulla piazza romana in occasione della manifestazione nazionale promossa dalla Cgil e da oltre cento associazioni del terzo settore. Alla vigilia del corteo, il sindacato traccia il perimetro di un’emergenza occupazionale che rischia di deflagrare con il passare delle settimane in assenza di risposte strutturali da parte del Governo e della Giunta regionale.
“La Calabria è una terra di bacini, vertenze, speranze mal riposte. La terra con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia, si trascina dietro da anni migliaia di lavoratori che, anziché un posto sicuro, hanno trovato incertezze, precarietà e l’impossibilità di costruirsi un futuro. Anche per loro domani 17 ottobre saremo in piazza a Roma”, dichiara il Segretario Generale della Cgil Calabria.
La crisi Konecta tra intelligenza artificiale e ammortizzatori sociali
Tra le priorità industriali figura la vertenza Konecta R., che coinvolge 650 addetti operativi nella filiera dei servizi di digitalizzazione, in un contesto reso drammatico dalla scadenza del periodo di cassa integrazione fissata per la fine dell’anno. La pressione dei processi tecnologici e l’assenza di un piano industriale rischiano di travolgere centinaia di famiglie.
“La situazione è drammatica e preoccupante – commenta Trotta – l’azienda ha seri problemi anche in altre parti d’Italia e l’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo importante nel calcolo degli esuberi. La Calabria rischia una vera e propria bomba sociale se Regione e Governo non si impegneranno ad individuare una via d’uscita concreta, che non sia una misura tampone. Abbiamo richiesto dei tavoli di crisi”.
Ex Lsu-Lpu e Tis, la richiesta di risorse e deroghe statali
Il sindacato riapre la vertenza relativa agli ex Lsu e Lpu, richiamando le istituzioni al rispetto dell’intesa sottoscritta nel 2022 per l’integrazione del monte orario, indispensabile per superare i vincoli di contratti part-time penalizzanti.
“Non possiamo – aggiunge il Segretario – non rilanciare la vertenza degli ex Lsu e Lpu. La Regione sembra avere dimenticato l’accordo del 2022 volto a integrare le ore lavorative per arrivare ad un salario dignitoso. Attualmente, i lavoratori sono vincolati a un part time fortemente penalizzante che segue ad anni di lavoro in nero legalizzato. Si è deciso di cambiare registro e bisogna ora farlo fino in fondo. Diversamente, condanneremmo lavoratori indispensabili alle pubbliche amministrazioni, a non avere una pensione decorosa”.
Per sbloccare lo stallo burocratico e legislativo occorre una regia nazionale in grado di concedere deroghe e stanziamenti straordinari.
“Auspichiamo – dice Trotta – che i tavoli istituzionali avviati con la Regione convergano in un confronto strutturato e permanente con il ministero del Lavoro, l’unico in grado di autorizzare deroghe e stanziamenti statali straordinari per lo svuotamento definitivo del bacino di precariato”.
Forte preoccupazione permane inoltre per i Tirocinanti di Inclusione Sociale, con un bacino di oltre 950 operatori ancora in attesa di contrattualizzazione e stabilizzazione.
“È necessario – afferma il Segretario – procedere alla contrattualizzazione e stanziare le coperture finanziarie necessarie a completare definitivamente l’assorbimento del bacino anche ricorrendo a enti diversi da quelli già coinvolti, compresi gli enti subregionali che necessitino di rafforzare gli organici. Poco tempo fa abbiamo consegnato alla Regione una nostra proposta operativa contenente gli strumenti finanziari e normativi immediati per sbloccare un primo blocco di 344 assunzioni, completando a livello economico e contrattuale il percorso avviato dalla legge. Attendiamo ancora di sapere che cosa ne pensa”. “Per completare la contrattualizzazione di tutto il bacino, è necessario reperire nella legge dei Bilancio 2027 almeno 11 milioni di euro. Solo così, è possibile dare una reale prospettiva a tutti i lavoratori”.
Il settore della Forestazione e il piano di ricambio generazionale
L’analisi della Cgil include infine la trattativa per il comparto forestale, considerato nevralgico per la tenuta ambientale e la salvaguardia idrogeologica dell’intero territorio regionale. “E’ una vertenza nevralgica – commenta Trotta – che ci vede impegnati su più fronti: stabilità occupazionale, rinnovo dei contratti e rilancio del settore”.
“Da tempo sollecitiamo un turn over generazionale attraverso un piano straordinario di assunzioni . Solo in questo modo – sottolinea – si potrà irrobustire il settore e si potrà agire pienamente nell’ambito della prevenzione e del contrasto al dissesto idrogeologico, agli incendi boschivi e alla manutenzione e la valorizzazione del patrimonio verde calabrese”.














