7 Luglio 2026
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Editoria, l’Unità sospende le pubblicazioni: si ferma la scommessa di Sansonetti e del gruppo Romeo

L'editore stoppa le rotative dopo il no del Pd al riacquisto della testata: "Pronti a cederla a un prezzo simbolico, ma il Nazareno si è tirato indietro". Finisce un ciclo iniziato tre anni fa con l'inedito asse Reggio-Roma.

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La notizia scuote il mondo dell’informazione e della politica nazionale, ma risuona con forza anche in riva allo Stretto. Romeo Editore ha annunciato la sospensione ufficiale delle pubblicazioni de l’Unità. Si interrompe così bruscamente un percorso editoriale che negli ultimi tre anni aveva visto una fortissima impronta calabra, non solo per la direzione del giornalista reggino Piero Sansonetti, ma anche per il network di relazioni e firme che avevano ridato vita allo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci.
“Tre anni fa Romeo Editore rilevò la testata de l’Unità, sottraendola a un fallimento che ne avrebbe segnato la fine definitiva“, si legge nella nota ufficiale diffusa dal gruppo editoriale, che ripercorre l’inizio di una sfida nata proprio per restituire voce al garantismo e alla sinistra, due temi storicamente carissimi alla tradizione politica calabrese. Fin dal primo giorno, continuano dall’azienda, l’impegno è stato duplice: “rimettere in ordine i conti e, al tempo stesso, custodirne la storia nella prospettiva di riportare la testata nella disponibilità della sua casa naturale, il Partito Democratico“.

Il grande rifiuto del Nazareno alla proposta shock

L’addio alle edicole non è dovuto a una scelta improvvisa, ma al naufragio di una lunghissima e complessa trattativa diplomatica condotta dietro le quinte tra i vertici della casa editrice e i vertici nazionali del Nazareno.

“Su questa base si è sviluppato, negli ultimi mesi, un lungo e articolato dialogo con il PD”, rivela l’editore, svelando un retroscena clamoroso sui dettagli economici dell’accordo saltato all’ultimo secondo. Nel corso delle trattative, infatti, il gruppo Romeo aveva manifestato la piena disponibilità a cedere la testata a un prezzo puramente simbolico. Una scelta di totale generosità intellettuale che, sottolinea la nota, “testimonia come l’operazione non sia mai stata guidata da logiche di profitto, ma dalla volontà di restituire l’Unità alla comunità politica e culturale che l’ha generata”.

Il nodo delle perdite finanziarie e l’addio della redazione

L’improvviso dietrofront del Partito Democratico ha di fatto tagliato le gambe al progetto, rendendo insostenibili i costi di gestione della struttura giornalistica.
“Il confronto sembrava avviato verso una conclusione positiva. Il Partito Democratico ha tuttavia deciso di non dare seguito alla trattativa“, spiegano con amarezza dall’amministrazione del quotidiano. Preso atto del gran rifiuto da parte della segreteria dem, e venuta
meno la prospettiva strategica che aveva giustificato gli sforzi editoriali e i massicci investimenti di questi anni, l’azienda ha dovuto fare i conti con la realtà finanziaria: “tenendo conto delle ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, Romeo Editore si vede costretta a sospendere le pubblicazioni”.

I ringraziamenti a lettori e collaboratori

Il comunicato si chiude con il congedo formale da una comunità di lettori che per mille giorni ha seguito la linea corsara del quotidiano guidato dall’ex direttore del Garantista.
L’editore ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutta la squadra che ha partecipato a questa avventura: “Si ringrazia la redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno reso possibile la continuità di una testata che appartiene alla storia del Paese”. Resta ora da capire quale sarà il destino dell’archivio e del marchio di un giornale che, anche grazie alla sua recente e discussa trazione calabrese, aveva provato a rianimare il dibattito sui diritti e sulla giustizia in Italia.

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