16 Luglio 2026
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Stop al lavoro nelle ore più calde, la Cisl rilancia: “La tutela dei lavoratori deve arrivare fino a settembre”

Secondo il sindacato le ondate di calore non riguardano più solo luglio e agosto. Chiesti più controlli e prevenzione

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Il caldo intenso torna al centro del dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La Cisl provinciale di Cosenza chiede il pieno rispetto dell’ordinanza regionale che limita le attività lavorative all’aperto nelle ore più critiche della giornata e invoca un rafforzamento dei controlli sul territorio. A intervenire sono il segretario generale della Cisl Cosenza Michele Sapia, il segretario generale della Fai Cisl Cosenza Antonio Pisani e il segretario regionale della Filca Cisl Calabria Francesco Delicato. Secondo il sindacato, il provvedimento regionale rappresenta uno strumento indispensabile per tutelare migliaia di lavoratori impegnati quotidianamente nei campi e nei cantieri.

“L’ordinanza è un passo importante, ma va applicata”

La CISL definisce l’ordinanza una misura necessaria per affrontare il rischio legato allo stress termico provocato dalle temperature elevate. “È un provvedimento importante – spiegano i rappresentanti sindacali – perché mette al centro la salute e la sicurezza dei lavoratori, riconoscendo un pericolo concreto per chi opera all’aperto in condizioni climatiche estreme”.

Il riferimento è alla disposizione che vieta le attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00 quando il livello di rischio risulta elevato. Per la Cisl, però, la validità della misura dovrebbe essere estesa anche al mese di settembre, considerando il cambiamento delle condizioni climatiche degli ultimi anni.

“Le ondate di calore non finiscono ad agosto”

Secondo il sindacato, il progressivo aumento delle temperature ha modificato il tradizionale andamento stagionale delle emergenze climatiche. “Le ondate di calore non sono più limitate ai mesi di luglio e agosto, ma tendono a prolungarsi sempre più frequentemente”, sottolineano Sapia, Pisani e Delicato. Da qui la richiesta di un approccio più strutturale, che non si limiti agli interventi emergenziali ma punti sulla prevenzione.

Agricoltura ed edilizia sotto osservazione

Nel territorio cosentino l’attenzione è rivolta soprattutto ai settori maggiormente esposti: agricoltura ed edilizia. In queste settimane, infatti, proseguono le attività di raccolta delle produzioni agricole destinate ai mercati nazionali e internazionali, mentre numerosi cantieri e grandi opere restano pienamente operativi. La Cisl evidenzia il rischio che, in alcuni contesti, la pressione produttiva possa portare a ignorare le misure di sicurezza previste. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sul possibile intreccio tra mancato rispetto delle regole, lavoro irregolare e fenomeni di sfruttamento della manodopera.

“Servono più controlli e un protocollo permanente”

Per la Cisl il vero nodo resta l’applicazione concreta delle norme. “L’efficacia dell’ordinanza dipenderà dalla sua attuazione – affermano i rappresentanti sindacali –. Occorre intensificare vigilanza e controlli da parte degli organismi competenti”.

Parallelamente viene chiesto un investimento maggiore nella formazione e nell’informazione attraverso gli enti bilaterali, così da rendere imprese e lavoratori consapevoli dei rischi e delle misure preventive. Il sindacato propone inoltre di rafforzare il confronto istituzionale già avviato presso la Prefettura di Cosenza, con l’obiettivo di arrivare a un protocollo territoriale permanente sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Il lavoro non può diventare un rischio per la vita”

“Gli infortuni e i malori provocati dalle alte temperature impongono di non abbassare la guardia”, ribadiscono Sapia, Pisani e Delicato. Per la Cisl, il lavoro in agricoltura e in edilizia rappresenta una risorsa fondamentale per migliaia di famiglie del territorio, ma deve svolgersi in condizioni sicure e dignitose. “La sicurezza deve essere una priorità assoluta – conclude il sindacato –. Salvaguardare chi lavora significa difendere la dignità della persona, promuovere la legalità e costruire uno sviluppo sostenibile fondato sul valore del lavoro”.

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