5 Settembre 2026
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Corruzione al Comune di Reggio Calabria, arrestati due dipendenti e due imprenditori: ecco chi sono (NOMI)

Il procuratore Borrelli esclude il coinvolgimento della politica, ma descrive un quadro pesante nella struttura tecnica: affidamenti, autorizzazioni, controlli mancati e soldi consegnati ai funzionari

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Sono quattro le persone arrestate questa mattina dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria su presunti episodi di corruzione legati alla gestione degli appalti pubblici e al rilascio di autorizzazioni. Il provvedimento cautelare riguarda due dipendenti del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori reggini, amministratori di società finite al centro dell’indagine e sottoposte a sequestro.

I nomi degli arrestati

La misura più grave, quella della custodia cautelare in carcere, è stata disposta nei confronti di Arturo Arcano, 63 anni, dipendente comunale. Agli arresti domiciliari sono finiti invece Giancarlo Cutrupi, 61 anni, anche lui dipendente comunale; Demetrio Cama, 51 anni, imprenditore e amministratore della società Ecolog; e Antonino Scopelliti, 37 anni, amministratore della società AS costruzioni, anche lui destinatario della misura domiciliare. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di diversi episodi di corruzione che sarebbero stati commessi nell’ambito della gestione degli appalti pubblici e nel rilascio di autorizzazioni.

Le parole del procuratore Borrelli

A illustrare il quadro dell’inchiesta è stato il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, che ha collocato l’operazione in un contesto investigativo più ampio. “Questa attività si inserisce in una più ampia attività investigativa su ulteriori fenomeni criminali che sono in fase di intercettazione”, ha spiegato il magistrato nel corso della conferenza stampa in Questura. Alle indagini, è stato evidenziato, hanno collaborato anche gli specialisti del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine inviati da Roma.

“Nessuna figura politica coinvolta”

Borrelli ha poi chiarito un punto ritenuto centrale dagli inquirenti: l’indagine riguarda la struttura tecnica del Comune e non l’amministrazione politica. “Quando parliamo del Comune di Reggio Calabria ci riferiamo esclusivamente alla struttura tecnica. Le indagini non hanno evidenziato il coinvolgimento di alcuna figura politica dell’amministrazione”, ha affermato il procuratore. Secondo l’accusa, però, all’interno degli uffici sarebbe emerso un meccanismo in cui pratiche, controlli e pagamenti sarebbero stati condizionati da rapporti corruttivi.

Appalti e controlli: “Emersa l’assenza di verifiche”

Uno dei passaggi principali riguarda gli affidamenti riconducibili alla società Ecolog dell’imprenditore Demetrio Cama. Il procuratore ha parlato di criticità nella gestione delle procedure e dei lavori affidati. “Dalle attività investigative sono emerse anomalie e soprattutto l’assenza di controlli sui lavori”, ha detto Borrelli. In questo contesto, secondo la ricostruzione accusatoria, il dipendente comunale Arturo Arcano avrebbe favorito l’iter amministrativo, accelerando pagamenti e agevolando il rapporto con l’impresa.

L’intercettazione “dolorosa”

Tra gli elementi richiamati dagli inquirenti c’è anche un’intercettazione definita dallo stesso Borrelli “dolorosa”. Un imprenditore, non coinvolto nell’ordinanza, si sarebbe presentato negli uffici portando denaro e dicendo: “Cinquant’anni che lavoro, so come vanno le cose”. Una frase che, secondo la lettura degli investigatori, restituisce il senso di un contesto non limitato a singoli episodi, ma riconducibile a una prassi percepita come consolidata.

L’appello agli imprenditori: “Venite a denunciare”

Gli inquirenti hanno rivolto infine un appello diretto agli operatori economici. “Gli imprenditori che dovessero incontrare ostacoli o forme ostruzionistiche all’interno della pubblica amministrazione potrebbero trarre molto più vantaggio venendo a denunciare. La Procura è assolutamente aperta a ogni tipo di denuncia”, ha dichiarato il magistrato coordinatore dell’indagine. E ancora: “Fatti di questo tipo, che il Gip declina in termini di un sistema corruttivo ben più ampio e articolato, vanno repressi nel modo più incisivo”. Ringraziato anche il nucleo investigativo della Polizia municipale, definito prezioso per il contributo fornito all’inchiesta.

La nota del Comune: “Massima fiducia nella magistratura”

Sull’inchiesta è intervenuta anche l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria, che in una nota ha espresso “massima fiducia nell’operato della magistratura”, assicurando “piena collaborazione all’autorità giudiziaria” per accertare i fatti oggetto dell’indagine. Il Comune sottolinea inoltre di essere impegnato da tempo in attività finalizzate a prevenire episodi corruttivi e a rafforzare la trasparenza dell’azione amministrativa. Nella stessa nota l’amministrazione precisa che eventuali singoli episodi, ancora da accertare nelle sedi competenti, “non scalfiscono il lavoro di centinaia di dipendenti comunali” che ogni giorno svolgono il proprio servizio “con onestà e rettitudine” per la comunità reggina.

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