Nuovo passaggio giudiziario nel procedimento a carico di Davide Pietro Licata e Rossella Paola Marzano, già condannati dalla Corte d’Appello di Catanzaro nell’ambito del processo relativo al rinvenimento di armi, munizioni e denaro contante a Stefanaconi, nel Vibonese. La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti parzialmente annullato la sentenza d’appello. Una decisione arrivata nonostante il parere contrario del Procuratore generale, che aveva chiesto l’inammissibilità del ricorso per Licata e il rigetto per Marzano.
Il doppio annullamento deciso dalla Suprema Corte
Il dispositivo della Cassazione prevede un doppio esito. Per alcune imputazioni contestate a Licata e Marzano, la Suprema Corte ha disposto l’annullamento senza rinvio della condanna. Si tratta, in sostanza, di una cancellazione definitiva di quelle specifiche contestazioni. Per altre imputazioni residue, invece, la Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio, limitatamente alla posizione di Davide Licata, davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Catanzaro, che dovrà quindi riesaminare il caso in diversa composizione.
La sentenza d’Appello e la pena ridotta
La decisione impugnata davanti alla Cassazione era stata emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro, prima sezione penale, il 20 ottobre 2025. In quella sede i giudici avevano parzialmente riformato la sentenza pronunciata il 31 maggio 2022 dal Gup del Tribunale di Vibo Valentia, rideterminando la pena per entrambi gli imputati in 4 anni di reclusione e 3mila euro di multa. Nel processo, secondo l’impostazione accusatoria recepita nei precedenti gradi di giudizio, veniva contestata la detenzione di armi clandestine, munizioni, parti di armi, caricatori, canne predisposte per silenziatori e una somma di denaro contante pari a 202.720 euro, oltre a un assegno da 990 euro.
Le difese
Licata e Marzano sono difesi dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Giovanni Vecchio. La decisione della Cassazione accoglie parzialmente le ragioni difensive incidendo in modo significativo sul quadro processuale: alcune contestazioni escono definitivamente dal processo, mentre altre dovranno essere rivalutate in Appello. La vicenda, quindi, non si chiude integralmente. Per le imputazioni annullate con rinvio sarà ora la Corte d’Appello di Catanzaro, in diversa composizione, a dover procedere a un nuovo esame secondo le indicazioni della Suprema Corte.









