23 Luglio 2026
23 Luglio 2026
spot_img

Il Comune di Vazzano come un bancomat: due sindaci, tre revisori, avvocati e imprenditori tra i 28 indagati (NOMI)

La Procura di Vibo Valentia ricostruisce un presunto sistema di mandati fittizi, bonifici e fatture per oltre 845mila euro. Ecco chi sono i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari

spot_img
spot_img

Un presunto circuito di denaro pubblico trasferito dai conti del Comune di Vazzano a rapporti finanziari personali, carte Postepay, associazioni, società e ditte individuali. Poi, secondo la ricostruzione della Procura di Vibo Valentia, prelievi in contanti, bonifici, fatture ritenute fittizie, investimenti in fondi e titoli di Stato e perfino il passaggio di una parte delle somme su un conto in Belgio. È il quadro tracciato nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal procuratore facente funzioni Concettina Iannazzo.

Sommando i 17 autonomi filoni di presunta appropriazione descritti nell’atto, senza duplicare gli importi successivamente contestati anche come autoriciclaggio, il valore complessivo raggiunge 845.235,75 euro. Il dato di 808.638,68 euro e 235 mandati di pagamento compare invece nel capo relativo al periodo amministrativo attribuito al sindaco e responsabile del Servizio finanziario Vincenzo Massa, dal 13 giugno 2017 al 17 novembre 2024. Sono dunque due dati diversi e non sovrapponibili. L’atto elenca complessivamente tra gli indagati 28 persone fisiche e otto enti.

L’ex responsabile degli Affari generali e la sorella

Domenico Antonio Buggisano, 70 anni, domiciliato a Seminara, è indicato nell’atto come già responsabile dell’area “Affari generali” del Comune di Vazzano, in pensione dal primo gennaio 2022 e incaricato dal 3 gennaio 2023 di collaborare gratuitamente con l’ente. È la figura centrale dell’inchiesta. La Procura gli contesta, a vario titolo, peculato continuato e autoriciclaggio, oltre al concorso nelle analoghe condotte contestate con i titolari o i rappresentanti dei conti sui quali sarebbero confluite le somme. Il solo capo 1 quantifica in 294.672,56 euro il denaro che si sarebbe procurato direttamente tra il 2015 e il 2024 attraverso mandati ritenuti fittizi, accrediti su conti personali e prelievi per cassa.

Michelina Buggisano, 67 anni, residente a Palmi, sorella di Domenico Antonio e intestataria di un conto sul quale quest’ultimo era delegato a operare. Le vengono contestati in concorso peculato e autoriciclaggio per 36.168 euro, che secondo l’accusa sarebbero arrivati dal Comune attraverso otto mandati fittizi e sarebbero poi stati impiegati anche nell’acquisto di Btp.

Gli avvocati e i professionisti

Carlo Cittati, 59 anni, residente a Roma, avvocato e titolare di una ditta individuale attiva nel settore degli studi legali. È accusato di riciclaggio in concorso con Domenico Antonio Buggisano per 221.120 euro trasferiti su un conto belga. La Procura contesta una fattura da 81.120 euro, apparentemente riferita allo stesso procedimento penale ma emessa, secondo l’atto, senza che fosse mai stato svolto un incarico professionale, e altri 140mila euro giustificati come acquisto di partecipazioni societarie.

Concetta Maria Ciappina, 56 anni, residente a Seminara, avvocata e titolare di attività professionale. Le vengono contestati in concorso peculato e autoriciclaggio, con l’aggravante dell’esercizio di un’attività professionale, per 42.892,96 euro accreditati su una Postepay Evolution. L’accusa richiama dieci mandati di pagamento, nove fatture ritenute fittizie e una serie di prelievi e ricariche.

Domenico Antonio Savo, 33 anni, residente a Palmi, avvocato e titolare pro tempore di una ditta individuale. È indagato per peculato e autoriciclaggio in concorso, con l’aggravante dell’attività professionale, in relazione a 46.820 euro trasferiti su una Postepay Evolution a lui intestata. L’atto ricostruisce undici mandati ritenuti fittizi, fatture, una nota di credito e successive operazioni in contanti e ricariche.

Associazioni sportive e culturali

Girolamo Mandatori, 37 anni, residente a Oppido Mamertina, è indicato come legale rappresentante dell’A.S. Esperia Associazione dilettantistica e delegato a operare sul conto dell’ente. Umberto Oliva, 29 anni, residente a Oppido Mamertina, ne è indicato come socio e vicepresidente, anch’egli delegato sul conto. A entrambi, insieme a Domenico Antonio Buggisano, vengono contestati peculato e autoriciclaggio per 53.040 euro. Secondo la Procura, dopo gli accrediti sarebbero stati eseguiti 41 prelievi frazionati per complessivi 52.710 euro.

Domenico Raccosta, 22 anni, residente a Cinquefrondi, è il legale rappresentante della Pro Youth Foundation. Alessandro Pio Russo, 22 anni, residente a Oppido Mamertina, è indicato come socio e tesoriere, con delega sul conto. Sono accusati in concorso di peculato e autoriciclaggio per 31.225 euro, che sarebbero stati trasferiti all’associazione mediante sette mandati e poi in larga parte prelevati in contanti.

Francesco Pasquale Cicciarello, 26 anni, residente a Oppido Mamertina, è il legale rappresentante di Music Events. Matteo Russo, 27 anni, residente a Oppido Mamertina, ne è indicato come socio e tesoriere con delega sul conto. Per entrambi le ipotesi sono peculato e autoriciclaggio in concorso, in relazione a 16mila euro arrivati attraverso quattro mandati ritenuti fittizi e seguiti, secondo l’accusa, da tredici prelievi frazionati per 15.920 euro.

Vincenzo Monteleone, 62 anni, residente a Oppido Mamertina, è indicato come legale rappresentante pro tempore della F.C. Mamerto Associazione sportiva. La Procura gli contesta in concorso peculato e autoriciclaggio per 8mila euro, accreditati attraverso due mandati e successivamente oggetto, secondo l’atto, di prelievi e di un bonifico alla Lega nazionale dilettanti-Comitato regionale Calabria.

Saverio Scibilia, 48 anni, residente a Seminara, è legale rappresentante e presidente dell’Asd Albatros Volley F.I., con delega sui conti dell’associazione. È indagato per peculato e autoriciclaggio in concorso su 26.500 euro, trasferiti dal Comune attraverso sei mandati ritenuti fittizi e poi movimentati con bonifici e pagamenti.

Società, ditte e intermediari

Valentino Venuto, 38 anni, residente a Saponara, è il legale rappresentante della F.C. Brand Distribution Srl e delegato sul conto societario. Angelo Di Dio, 48 anni, residente a Rometta, è indicato come dipendente della stessa società con compiti amministrativi e commerciali e, nella vicenda, come intermediario. Rocco Illuminato, 57 anni, residente a Palmi, è il legale rappresentante della Omicron Srl e viene a sua volta descritto come intermediario nella triangolazione commerciale. A tutti e tre, insieme a Buggisano, sono contestati peculato e autoriciclaggio in concorso per 13.455 euro; l’accusa fa riferimento a quattro mandati, due fatture ritenute fittizie e ulteriori fatture emesse da Omicron nei confronti di F.C. Brand.

Vittorio Cristofaro, 57 anni, residente a Davoli, è il legale rappresentante della Italtecnica Sas di Cristofaro Vittorio & C. e delegato sul conto societario. È accusato in concorso di peculato e autoriciclaggio per 27.772,50 euro, con otto mandati e otto fatture che la Procura ritiene fittizi.

Carmelo Merlo, 49 anni, residente a Patti, è il legale rappresentante della Ecology Center società cooperativa e delegato sul relativo conto. Le accuse sono peculato e autoriciclaggio in concorso per 36.443,25 euro, con undici mandati e undici fatture ritenuti fittizi.

Alfredo Sposato, 50 anni, residente a Palmi, è il titolare della ditta individuale Dreamtek. È indagato per peculato e autoriciclaggio in concorso in relazione a 23.625,75 euro: sei mandati, sette fatture e una nota di credito sono al centro della ricostruzione accusatoria.

Pietro Guidara, 41 anni, residente a Satriano, è il titolare della Gm Print e delegato sui rapporti finanziari della ditta. Gli vengono contestati in concorso peculato e autoriciclaggio per 85.219,37 euro, il filone più consistente tra quelli riferiti ai beneficiari esterni: trenta mandati e ventinove fatture ritenuti fittizi, oltre a numerose operazioni successive sui conti e sulle carte della ditta.

Francesco D’Aquino, 26 anni, residente a Soverato, è il titolare della Mind It Digital. È accusato di peculato e autoriciclaggio in concorso per 15.300 euro, trasferiti attraverso due mandati e giustificati, secondo la Procura, da due fatture fittizie.

Santo Comandé, 57 anni, residente a Palmi, è il titolare della Sj Agency. Le ipotesi sono peculato e autoriciclaggio in concorso per 10.987,60 euro, con due mandati, una fattura ritenuta fittizia e successive operazioni in contanti e presso un’attività di scommesse.

Antonio Ruffa, 57 anni, domiciliato a Vibo Valentia, è il titolare della Office Center Line. È indagato per peculato e autoriciclaggio in concorso per 77.113,76 euro. L’atto richiama trenta mandati e ventisette fatture ritenuti fittizi, oltre alla successiva movimentazione delle somme nell’attività d’impresa.

I revisori dei conti

Giuseppe Galati, 46 anni, residente a Montepaone, è stato revisore dei conti del Comune di Vazzano dal 6 gennaio 2015 al 24 gennaio 2018. Gli viene contestato il peculato in forma omissiva, sul presupposto dell’obbligo giuridico di vigilare e impedire l’evento, per una fuoriuscita complessiva indicata in 53.291,89 euro e 24 mandati ritenuti fittizi.

Roberto Gigliotti, 69 anni, residente a Lamezia Terme, è stato revisore dei conti dal 25 gennaio 2018 al 25 gennaio 2021. Anche per lui l’ipotesi è peculato in forma omissiva, collegato al mancato impedimento di uscite per 59.034,34 euro attraverso 25 mandati.

Giovanna Chiarelli, 52 anni, residente a Rende, è stata revisora dei conti dal 31 marzo 2021 al 31 marzo 2024 e comunque, secondo l’atto, fino al 22 aprile 2024. La Procura le contesta il peculato in forma omissiva in relazione a 571.549,28 euro e 163 mandati, richiamando i doveri di vigilanza e referto sulla regolarità finanziaria dell’ente.

I due sindaci pro tempore

Domenico Villì, 56 anni, residente a Vazzano, è indicato come sindaco e responsabile del Servizio finanziario pro tempore dal primo marzo 2015 al 12 giugno 2017. Gli viene contestato il peculato in forma omissiva per non avere verificato e impedito, secondo l’accusa, una fuoriuscita di 38.151,57 euro realizzata anche mediante 21 mandati fittizi.

Vincenzo Massa, 69 anni, residente a Vazzano, è indicato come sindaco e responsabile del Servizio finanziario pro tempore dal 13 giugno 2017 al 17 novembre 2024. L’ipotesi è ancora quella del peculato in forma omissiva. La Procura gli contesta inoltre di avere ceduto a Buggisano le credenziali di accesso alla propria firma digitale, favorendo l’emissione di mandati che l’ex responsabile degli Affari generali, secondo l’accusa, non avrebbe potuto emettere da solo. Il capo quantifica in 808.638,68 euro le uscite non impedite e in 235 i mandati ritenuti fittizi durante il periodo contestato.

Gli otto enti coinvolti

L’avviso contesta inoltre la responsabilità amministrativa prevista dal decreto legislativo 231 del 2001 a otto soggetti giuridici, in relazione ai reati che la Procura attribuisce ai rispettivi esponenti e al vantaggio che ne sarebbe derivato: A.S. Esperia Associazione dilettantistica per 53.040 euro; Pro Youth Foundation per 31.225 euro; Music Events per 16mila euro; F.C. Mamerto Associazione sportiva per 8mila euro; Asd Albatros Volley F.I. per 26.500 euro; F.C. Brand Distribution Srl per 13.455 euro; Italtecnica Sas di Cristofaro Vittorio & C. per 27.772,50 euro; Ecology Center società cooperativa per 36.443,25 euro.

La chiusura delle indagini e il diritto di difesa

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari non equivale a una richiesta di rinvio a giudizio e non costituisce un accertamento di responsabilità. Le contestazioni si trovano nella fase preliminare e dovranno essere sottoposte al vaglio delle difese e alle successive determinazioni della Procura e, se investito, del giudice. Dalla notifica dell’avviso, gli indagati e i difensori hanno venti giorni per prendere visione ed estrarre copia degli atti, presentare memorie e documenti, depositare i risultati delle investigazioni difensive, chiedere al pubblico ministero ulteriori atti di indagine, rendere dichiarazioni o domandare di essere interrogati. Solo dopo la scadenza di questo termine la Procura deciderà se chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor