11 Ottobre 2026
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Medico dell’Asp aggredito durante un’ispezione a Vibo: a dicembre il processo d’appello per i due panettieri

I titolari dell'esercizio commerciale, condannati in primo grado a un anno di reclusione per lesioni aggravate, compariranno davanti ai giudici di secondo grado il prossimo 9 dicembre

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Si avvia verso un passaggio processuale decisivo la vicenda giudiziaria legata all’aggressione subita da un medico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, malmenato mentre era impegnato nell’espletamento delle proprie funzioni d’ufficio. La Corte d’Appello di Catanzaro ha fissato per il prossimo 9 dicembre l’apertura del dibattimento di secondo grado a carico di D.G. e D.P., padre e figlio, contitolari del “Panificio del Rosario”. I due imputati si presenteranno dinanzi al collegio giudicante catanzarese a seguito dell’impugnazione della sentenza emessa all’esito del giudizio di primo grado, che li ha visti soccombenti con una condanna alla pena di un anno di reclusione ciascuno per il reato di lesioni personali aggravate.

La ricostruzione dei fatti e le lesioni riportate dal sanitario

La vicenda al centro del carteggio processuale affonda le proprie radici nel marzo del 2017, quando il professionista sanitario dell’Asp vibonese si è presentato presso il panificio per effettuare una verifica ispettiva di routine sulla conformità igienico-sanitaria dei locali, affiancato da un collega di reparto. L’awio degli accertamenti amministrativi ha innescato un acceso diverbio con i proprietari dell’attività commerciale, sfociato rapidamente in un’aggressione fisica. Stando alla ricostruzione dei fatti vagliata dagli inquirenti, la vittima sarebbe stata inizialmente percosse all’interno dell’esercizio e successivamente inseguita lungo la pubblica via, dove la violenza è proseguita. A causa dell’aggressione, il medico dell’Asp ha riportato lesioni fisiche consistenti in una lussazione della spalla e contusioni multiple in varie parti del corpo.

Il quadro cautelare e la costituzione di parte civile

Nelle fasi embrionali dell’inchiesta, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia aveva sollecitato l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a carico dei due esercenti. La richiesta di limitazione della libertà personale era stata tuttavia respinta sia dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vibo Valentia sia, in sede di appello cautelare, dal Tribunale del Riesame, consentendo agli indagati di affrontare il prosieguo del procedimento a piede libero. Nel prossimo snodo processuale del 9 dicembre, gli imputati saranno rappresentati dal difensore di fiducia, l’avvocato Santo Cortese, mentre il medico ferito continuerà a essere costituito parte civile nel processo con il patrocinio dell’avvocato Falduto per ottenere il riconoscimento del danno patito.

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