A giudizio. Il gup del Tribunale di Catanzaro Arianna Roccia ha mandato a processo l’avvocato Roberto Antonio Nesticò, 53 anni, di Soverato, con le accuse di stalking e lesioni personali aggravate. Il giudice ha accolto la richiesta della Procura di Catanzaro rinviando a giudizio il professionista che avrebbe minacciato, preso a schiaffi e a pugni il fratello, rendendogli la vita impossibile, costringendolo a modificare le proprie abitudini, obbligato a limitare le uscite da casa, percorrendo vie secondarie per evitare di incontrarlo, stretto nella morsa della paura. Liti in famiglia, prima solo verbali poi degenerate in aggressioni fisiche, verificatesi in un arco temporale che va dal 2022 al 2025. Il processo nei confronti del professionista inizierà il prossimo 27 aprile e l’avvocato difensore tenterà di smontare il teorema accusatorio.
Il movente
Secondo le ipotesi di accusa, il professionista avrebbe commesso una serie di episodi vessatori nei confronti del fratello, “reo” di volersi impossessare del patrimonio della madre: “sei un ladro che cercasti mu intercidi na persona lucida, imbroglione”. Dagli insulti: “ Vagabondo, esaurito, poveretto, pezzentone, nullafacente”, alle aggressioni fisiche, sempre più frequenti e pericolose. Nel corso di una discussione, poi degenerata in violenza, il 53enne avrebbe spinto la vittima fino a farla cadere a terra, fermandosi nella sua ira solo in seguito all’intervento della mamma che lo invitava alla calma, in altre circostanze l’avrebbe sputato in faccia, colpito in testa con il cellulare, provocandogli ferite giudicate guaribili in sette giorni. Atti persecutori, secondo le ipotesi accusatorie, che si sarebbero concretizzate anche nella richiesta immotivata dell’indagato di plurimi interventi delle Forze dell’ordine, accusando ingiustamente la vittima di aver maltrattato la propria madre.
La denuncia e i riscontri
E’ stata la vittima a denunciare Nesticò, destinatario di una misura cautelare del divieto di avvicinamento, riferendo nella querela le violenze, le offese, le minacce subite per meri interessi economici, tacciato anche di far uso di droga. Ha raccontato episodi raccapriccianti, uno dei quali avvenuto il 30 novembre 2022, quando il fratello dopo una lite lo avrebbe preso a schiaffi e a pugni in presenza dell’anziana madre e della badante. Querela che ha trovato conferma nelle dichiarazioni rilasciate dalle persone informate dei fatti, nelle relazioni della polizia giudiziaria, attestante gli interventi dei militari susseguitisi negli anni in occasione dei continui litigi tra i due fratelli e soprattutto nell’ultimo allarmante episodio risalente al 21 giugno dell’anno scorso quando i militari dell’Arma si sono recati in quella abitazione notando la vittima con il volto insanguinato.












