Si chiude con un provvedimento di archiviazione totale, datato 11 settembre 2026, la vicenda giudiziaria che dal 2023 aveva coinvolto la dottoressa Maria Aloi, medico chirurgo, oculista e dirigente medico del reparto di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
La vicenda era nata nell’ambito del procedimento penale riguardante il reparto di Oculistica, per il quale era stata recentemente fissata l’udienza preliminare. Secondo quanto sostenuto dalla Procura catanzarese, alla dottoressa Aloi erano state contestate una serie di condotte che, secondo l’impostazione investigativa, sarebbero state caratterizzate dalla strumentalizzazione del ruolo di dirigente medico e finalizzate a un indebito arricchimento ai danni dell’Azienda Dulbecco e della sanità pubblica.
Con l’archiviazione, secondo quanto riferito dalla difesa, viene sancita la totale estraneità della dottoressa Aloi ai fatti oggetto dell’indagine.
Il procedimento penale e l’indagine
Facciamo riferimento al procedimento penale che ha visto coinvolto il reparto di Oculistica della Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, in relazione al quale recentemente è stata fissata l’udienza preliminare.
È in tale contesto che la dott.ssa Maria Aloi, medico chirurgo, oculista, dirigente medico del Reparto di Oculistica, nostra rappresentata, è stata indagata sin dall’anno 2023 perché ritenuta responsabile, secondo la Procura catanzarese, di una serie di condotte criminose caratterizzate dalla strumentalizzazione del proprio ruolo di dirigente medico e finalizzate all’indebito arricchimento in danno della Azienda Dulbecco e della sanità pubblica.
Sostenevano, gli inquirenti, come la dott.ssa Aloi avesse violato le pubbliche liste di attesa operatoria per coltivare vantaggi personali, di fatto interrompendo la regolarità del pubblico servizio sanitario e di cura.
Il provvedimento di archiviazione
Ebbene, con provvedimento di archiviazione totale datato 11 settembre 2026, si è chiusa la sofferta peregrinazione giudiziaria della dott.ssa Maria Aloi, sancendo la totale estraneità della stessa ai fatti oggetto della complessiva indagine.
In definitiva, è stato accertato – come, del resto, ha sempre sostenuto la difesa – che mai la dott.ssa Aloi abbia abusato della propria funzione o, peggio, si sia indebitamente appropriata di beni pubblici o, ancora, che abbia interrotto un pubblico servizio.
È, altresì, certo che la dott.ssa Aloi non si sia mai arricchita illecitamente.
Il lavoro della dottoressa Aloi
La dott.ssa Aloi è stata, ed è, esempio di medico che opera per il bene dei pazienti e per la salvaguardia del servizio sanitario pubblico ed universale, pur lavorando assai spesso in condizioni di estrema difficoltà, con il solo obiettivo di restituire speranza e futuro ai suoi pazienti.
Il prezzo pagato dall’indagine
Il prezzo pagato dalla dott.ssa Aloi nell’ambito di questa indagine – e della sua capillare diffusione mediatica – è stato altissimo. Il procedimento penale ha dato corso ad un’ulteriore indagine presso la Procura della Corte dei Conti che ha disposto un sequestro conservativo – poi revocato a seguito di opposizione difensiva – e ad un procedimento disciplinare, attualmente sospeso in attesa della definizione del procedimento penale.
Ma, più di tutto, mette conto ricordare che la propagazione della notizia è stata un vero e proprio supplizio per la dott.ssa Aloi in termini di pubblica riconoscibilità ed apprezzamento sociale, per tacere del suo riverberarsi sulla serenità personale e familiare.
Dubitiamo, invero, che queste righe possano costituire un ristoro adeguato a questa condizione.
Il processo mediatico
Tuttavia in tempi di processo mediatico – lattiginosa nebbia che rende ciechi come nel romanzo di Saramago ed ottunde la ragione – fermare la gragnuola di giudizi sommari che si diparte alla mera notizia di un’indagine può costituire – ce lo auguriamo – un piccolo ma significativo squarcio nelle tenebre.
Catanzaro, 12.09.2026
Avv. Valerio Zimatore
Avv. Carlo Petitto












