Il Tribunale di Milano ha pronunciato la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” nei confronti di Marco Ciancio, 40 anni, di Vibo Valentia, accogliendo la richiesta avanzata dall’avvocato Demetrio Procopio.
Si conclude così una complessa vicenda giudiziaria che vedeva l’imputato accusato di tentata truffa in concorso ai danni del colosso assicurativo Zurich.
L’accusa: il presunto “falso sinistro”
Secondo l’impianto accusatorio formulato dalla Procura della Repubblica di Milano, Ciancio, in concorso con Sergio Arena (la cui posizione è stata stralciata a causa del decesso avvenuto nelle more del processo), avrebbe denunciato un falso incidente stradale.
Nello specifico, i due avrebbero dichiarato che il 17 gennaio 2021, a Ricadi, l’autovettura condotta dall’Arena avrebbe urtato la vettura di proprietà di Ciancio.
Secondo l’accusa, tale dinamica sarebbe stata artificiosamente creata al solo fine di ottenere indebitamente il risarcimento dei danni da parte di Zurich. La compagnia assicurativa, tuttavia, insospettita dai rilievi, aveva dato mandato a un’agenzia di investigazione privata, dalla cui relazione era poi scaturita la querela.
Il processo e il dibattimento
Durante la fase dibattimentale, la compagnia Zurich si è costituita parte civile.
La Procura ha sfilato in aula una lista di sei testimoni, tra cui il legale rappresentante dell’agenzia investigativa che aveva condotto le indagini tecniche sul sinistro.
L’imputato, Marco Ciancio, si è sottoposto a esame, difendendo la veridicità dei fatti e respingendo ogni accusa di frode.
Al termine della discussione, il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a 1 anno di reclusione.
La difesa e la sentenza
La difesa di Ciancio ha invece puntato sulla mancanza di prove concrete circa la simulazione dell’incidente, sostenendo la piena sussistenza del fatto storico e l’assenza di condotte fraudolente, chiedendo l’assoluzione con la formula più ampia.
Dopo le repliche, il Giudice del Tribunale di Milano ha sciolto la riserva: Marco Ciancio è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Una sentenza che smonta integralmente le contestazioni legate alla tentata truffa, ponendo fine a un iter giudiziario durato diversi anni.












