14 Ottobre 2026
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Procura di Vibo, Marisa Manzini e Giulia Pantano in pole per il dopo Falvo ma per la nomina bisognerà attendere il 2027

Dieci magistrati hanno presentato domanda per guidare l’ufficio. Tutti gli aspiranti procuratori hanno già sostenuto le audizioni, ma restano la valutazione dei fascicoli e la scelta del Csm, che si prepara al rinnovo

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Marisa Manzini e Giulia Pantano in pole position per guidare la Procura di Vibo Valentia dopo Camillo Falvo. La partita è tutt’altro che chiusa ma si profila con il passare delle settimana in vero e proprio testa a testa con la corsa destinata a ristringersi a questi due profili rispetto alle dieci iniziali candidature secondo le indiscrezioni raccolte da Calabria7. Per la nomina, però, si guarda al 2027: una previsione legata ai passaggi ancora necessari e al prossimo rinnovo del Consiglio superiore della magistratura. Tutti gli aspiranti procuratori hanno sostenuto le audizioni davanti alla Quinta commissione, competente per gli incarichi direttivi e semidirettivi. Resta il confronto sulla documentazione professionale e sulle capacità organizzative, dal quale dovrà emergere la proposta da sottoporre al plenum.

Manzini e Pantano, i nomi più accreditati

Marisa Manzini e Giulia Pantano presentano entrambe percorsi nei quali si intrecciano esperienza antimafia e responsabilità nell’organizzazione degli uffici. Marisa Manzini, oggi sostituta procuratrice generale a Catanzaro, conosce il Vibonese per il lavoro svolto nella Direzione distrettuale antimafia del capoluogo. È stata inoltre sostituta a Lamezia Terme e procuratrice aggiunta a Cosenza. Giulia Pantano, vibonese, è procuratrice aggiunta a Catanzaro dal 2021, dopo le esperienze a Como, Palmi e Reggio Calabria, anche nella Dda. Nell’attuale incarico esercita compiti di coordinamento sia nel settore antimafia sia nella procura ordinaria, dalle indagini alle misure di prevenzione, fino all’organizzazione di diversi servizi dell’ufficio.

La sfida precedente: a Catanzaro il Csm scelse Pantano

Esiste anche un precedente. Entrambe si sono già contese un incarico di vertice. Nel 2021 aspiravano al posto di procuratore aggiunto di Catanzaro lasciato da Vincenzo Luberto. Il Csm aveva preferito Pantano, al termine della comparazione dei profili, e Manzini aveva impugnato la delibera davanti alla giustizia amministrativa. La nomina aveva superato il vaglio del Tar del Lazio, che non aveva rilevato i vizi motivazionali denunciati. Nel 2023 anche la settima sezione del Consiglio di Stato aveva respinto l’appello di Manzini, lasciando ferma la scelta di Pantano per l’incarico nel capoluogo calabrese. La corsa alla Procura di Vibo riporta dunque le due magistrate nella stessa competizione, questa volta per la direzione dell’ufficio. Il Csm dovrà compiere una nuova valutazione, riferita alle esigenze della sede vibonese e ai percorsi professionali maturati nel frattempo.

Gli altri otto candidati alla successione

L’elenco delle domande presentate comprende altri otto magistrati, provenienti da procure ordinarie, uffici antimafia e giustizia minorile. Annamaria Frustaci è sostituta procuratrice della Dda di Catanzaro, assegnata alla macroarea tirrenica competente per il circondario di Vibo Valentia. Emanuela Costa, originaria di Vibo, è sostituta a Lamezia Terme, dove ha retto l’ufficio dopo il trasferimento di Salvatore Curcio e prima dell’insediamento di Elio Romano.

Rocco Cosentino dirige la Procura per i minorenni di Caltanissetta, dopo le esperienze alla Dda di Reggio Calabria e a Palmi. Maria Alessandra Ruberto, già procuratrice minorile di Catanzaro, è direttrice generale per la giustizia minorile e riparativa al Ministero della Giustizia. Sono candidati anche Sara Amerio, sostituta della Dda di Reggio Calabria, e Francesco Massara, sostituto della Dda di Messina, con una precedente esperienza a Barcellona Pozzo di Gotto. Completano il quadro Antonio Clemente, sostituto a Roma, impegnato nel settore del terrorismo e dei reati contro la personalità dello Stato, e Giovanni Corona, sostituto a Napoli Nord, già alla Dda di Napoli.

Dopo le audizioni, l’esame dei fascicoli

La selezione non si esaurisce nei colloqui con gli aspiranti. La Quinta commissione deve confrontare i percorsi professionali con le esigenze dell’ufficio da assegnare. Nell’istruttoria entrano i rapporti informativi dei dirigenti degli uffici di provenienza, i pareri attitudinali dei Consigli giudiziari, le autorelazioni e le proposte organizzative. Sono gli atti attraverso i quali ricostruire il lavoro svolto, le responsabilità esercitate e l’attitudine a dirigere una Procura. La loro acquisizione si sviluppa nell’ambito della procedura e non comincia necessariamente soltanto dopo le audizioni. Il confronto riguarda anche la capacità di distribuire il lavoro, coordinare i sostituti, gestire le risorse e dare attuazione al progetto organizzativo. Dalla commissione la proposta dovrà poi arrivare al plenum del Csm, chiamato a deliberare la nomina.

Il voto per il Csm è già fissato a ottobre

La successione a Falvo incrocia inoltre una fase di passaggio per l’organo di autogoverno della magistratura. Le elezioni dei venti componenti togati sono già convocate per il 25 e 26 ottobre 2026. È stata avviata anche la procedura per l’elezione parlamentare dei dieci componenti laici. L’attuale Consiglio si è insediato il 24 gennaio 2023 e il mandato dei membri elettivi dura quattro anni. Il voto di ottobre prepara quindi il rinnovo per la consiliatura 2027-2031. L’eventuale prorogatio serve a garantire la permanenza del Consiglio uscente fino all’insediamento del successivo, qualora il rinnovo non sia completato in tempo. È un meccanismo di continuità dell’organo, distinto dal calendario elettorale già stabilito.

Per il nuovo procuratore si guarda al 2027

Il 2027 resta l’orizzonte ipotizzato per la successione. Il completamento dell’istruttoria, la proposta della commissione e la decisione del plenum dovranno infatti misurarsi anche con il calendario del rinnovo consiliare. Il cambio del Csm, tuttavia, non determina automaticamente il rinvio della nomina. L’attuale Consiglio resta in carica e la procedura prevede termini per la trattazione in commissione e per la trasmissione della proposta al plenum. Remota l’ipotesi di un’accelerazione della procedura, assai probabile che l’iter si completi entro la primavera dell’anno che verrà. Fino alla scelta e all’insediamento del nuovo procuratore, la continuità dell’ufficio resta affidata alla reggenza di Concettina Iannazzo. La corsa al dopo Falvo prosegue, con due nomi indicati come favoriti e una decisione ancora da prendere.

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